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  • Libreria: Libreria Antiquaria Pontremoli srl (Italia)
  • Membro ILAB-LILA
  • Anno pubblicazione: 1930, 1933, 1943
  • Editore: Ernst Rowolhlt Verlag (gedruckt bei Julius Kittls Nachf. Keller u. Co., Mähr.-Ostrau) & Imprimerie Centrale
  • Numero di pagine: pp 1074 [2] (taglio superiore bruno); 605 [3]; 462 [2 bianche], 3 tavole in carta patinata fuori testo (ritratto, pagina manoscritta e maschera mortuaria di profilo); cuffie e segnalibro in seta bordeaux ai primi due volumi; cuffia rosso-gialla al terzo.
  • Soggetti: Narrativa Straniera del '900 LIBRO
  • Dimensioni: in 16° (195 x 135 mm)
  • Peso di spedizione: 1.000 g
  • Legatura: legatura originale in piena tela con colori varianti per volume (grigio chiaro, beige, grigio più scuro) stampata a due colori al piatto anteriore e al dorso in raffinatissimo design tra il razionale e il costruttivista di Emil Rudolf Weiss (marrone e rosso, poi blu e rosso quindi solo nero)
  • Edizione: Edizione originale.
  • Luogo di pubblicazione: Berlin & Lausanne
  • Condizioni: Straordinario insieme uniforme, in eccellenti condizioni di conservazione, praticamente senza difetti da segnalare. Proveniente dalla biblioteca di Ulrich Karthaus (1935, ancora vivente): addottoratosi con una ricerca su Robert Musil, ha continuato per tutta la carriera universitaria a studiare il romanziere austriaco.

Note Bibliografiche

Edizione originale. Straordinario insieme uniforme, in eccellenti condizioni di conservazione, praticamente senza difetti da segnalare. Proveniente dalla biblioteca di Ulrich Karthaus (1935, ancora vivente): addottoratosi con una ricerca su Robert Musil, ha continuato per tutta la carriera universitaria a studiare il romanziere austriaco. «L’uomo senza qualità» di Robert Musil è oggi unanimemente considerato uno dei romanzi architrave del Novecento, da collocare accanto ad altre opere monumentali come l’«Ulisse» di James Joyce, i «Buddenbrock» di Thomas Mann, la «Recheche» di Marcel Proust, «La coscienza di Zeno» di Italo Svevo. L’acquisizione di Musil nel novero dei classici, tuttavia, è stata meno immediata di quel che si potrebbe pensare: fu solo con l’edizione del «Sammelte Werke» in tre volumi curata da Adolf Frisé nel 1952 che ‘esplose’ un vero e proprio caso Musil. -- La vicenda editoriale dei tre volumi in cui si articola l’edizione originale del «Mann ohne Eigenschaften» è stata ricostruita in dettaglio nella biografia di Karl Corino (2003), con attento studio del fondo di Gaetano Marcovaldi, figlio di primo letto di Martha Musil. Dopo un primo acconto ricevuto nel 1925 da Rowholt, uscì a Berlino nel 1930 il primo tomo, in una splendida edizione stampata su carta finissima di gran qualità — simile a quella usata oggi per i Meridiani Mondadori, in grado di sopportare con eleganza la molte del libro (oltre mille pagine). La copertina è un capolavoro di grafica puramente costruttivista, opera del designer alsaziano Emil Rudolf Weiss. Delle 5000 copie dichiarate al colophon, una parte fu rilegata in piena tela, un'altra parte in brossura semplice; entrambe le emissioni uscirono con una sovracoperta che si limita a ripetere identico il disegno di copertina — sovracoperta oggi appartenente, fuori d’ogni dubbio, alla categoria dell'introvabile. Il volume d'esordio beneficia di lusinghiere recensioni della critica, ma vende poco. Il secondo volume esce tre anni dopo, in seguito a forti pressioni di Rowholt: contiene infatti poco più della metà delle pagine del primo volume, pubblicate nella stessa maniera, con una sapiente variazione coloristica del fondo e degli elementi della copertina. Ma il clima politico della Germania era ormai irrimediabilmente mutato: Martha Heimann Marcovaldi era di origine ebraica, per giunta figlia di un banchiere morto suicida; Musil era austriaco, e il suo romanzo raccontava la crisi dell’uomo ariano. Nonostante ogni sforzo per evitare sovraesposizioni (il suo declinare l’invito a collaborare con testate malviste dai nazisti gli procurò dissapori nella cerchia degli amici), l’editore Rowohlt si sottrasse a ulteriori impegni e interruppe l’invio di acconti. Musil tornò in Austria, a Vienna, dove poté in parte contare sull’aiuto degli amici; stabilì contatti proficui con l’editore Fischer, anch’egli a Vienna dal 1936, ma tutto stava precipitando: nel 1938, in seguito all’Anschluss, Musil finì in Svizzera e Fischer negli Stati Uniti. A Ginevra furono anni difficili, per ragioni economiche, per le cattive condizioni di salute e per l’espandersi della peste nazista: Musil si paragonava a un tarlo che, mentre la casa sta andando a fuoco, continua minuzioso a scavare in una cornice di legno appesa alla parete. Nell’aprile del 1942 un’emorragia cerebrale stroncò l’autore: terzo volume fu pubblicato l’anno successivo da Martha, a proprie spese, a Losanna, presso l’Imprimerie Centrale, con una veste grafica identica a quella di Rowohlt, ma con una carta ovviamente assai meno pregiata; questa edizione originale postuma contiene i 14 capitoli nella stesura definitiva (fino al 52) e dieci ulteriori capitoli in stato di avanzata ultimazione, pubblicati per attenta cura della moglie. Non si conosce l’esatta tiratura, ma difficilmente oltre i 500 esemplari: nel 1943 le possibilità di commercio di un simile libro non andavano oltre la ristretta cerchia degli amici emigrati in Svizzera, circondata da paesi saldamente nell’orbita della Germania nazista e antisemita. -- Il trittico che qui presentiamo costituisce dunque l’apparato completo della stesura definitiva voluta dall’autore, in edizione originale. Il resto è laboratorio. 3 voll.

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