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Note Bibliografiche

195 p., 24 cm, tela editoriale coeva con titoli oro al dorso e fregi a secco ai piatti. Buono. Nell’ottocento i sordomuti della regione Trentino-Alto Adige iniziarono a frequentare la scuola per sordi di Vienna fondata dall’Imperatore Giuseppe II e furono trasferiti poi all’Istituto Provinciale Sordomuti più vicino a Brixen – Bressanone (Provincia di Bolzano) che fu fondato nel 1830 nell’allora Contea del Tirol Vorarlberg e dal 1835 trasferito ad Hall (presso Innsbruck) ma non tutti i Sordomuti della medesima regione lo frequentarono a causa della lontananza, la disinformazione, ecc. Intanto il Vescovo di Trento Mons. Giovanni Nepomuceno de Tschiderer vide casualmente un piccolo al quale parlò ma non rispose e ne rimase commosso che disse “…se non vi fosse, mezzo per istruire simili infelici…”. Diede così la via alla prima istruzione per sordomuti in Trento presso la sua casa vescovile nel 1842 ed il primo educatore fu il sac. Pietro Tambosi, suo segretario, che fu poi trasferita alla casa del nobile Melchiorri di Via Calepina a Trento nel 1843. L’istituto fu fondato da lui con il sac. Tambosi e si trattava di un ente morale di carattere privato, tipo religioso, nell’impero austriaco di allora. A spese del Vescovo e delle opere benefiche fu acquistata una casa con annesso terreno in Via San Bernardino per la sede della scuola per i sordi (1853) in quanto gli allievi ebbero un forte aumento ed altri provenivano dalla soppressione della sezione italiana dell’Istituto tedesco di Hall (1847). Presso detto istituto le Suore Canossiane educatrici, le quali fino dai tempi di Tambosi, ammaestrarono le sordomute. Nel 1855 avvenne il trasferimento da Via Calepina alla nuova sede ristrutturata e successivamente venne ampliata con nuovi locali adatti ad ospitare la sezione femminile e il laboratorio di arredi sacri (1893-1901), nonché l’istituzione della “Casa famiglia per sordomute adulte” che fu realizzata nel 1912. Per quanto riguarda il metodo di insegnamento ai sordi, quello adottato era quello del mimico-gestuale, dattilologia e scrittura, successivamente, dopo 23 anni dalla decisione del Congresso di Milano, venne adottato il metodo orale. Mons. Domenico Amech (1818-1880) visse praticamente con i sordomuti per anni dedicando a loro tutto il suo amore e la sua vocazione. Fu assistente e poi maestro dei sordomuti, era il vicedirettore di Tambosi e tenne la direzione dell’Istituto dopo la morte del suo precedessore.

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