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Note Bibliografiche

Tre voll., cc. (1), (9), (1) tav. ripiegata, 60 tavv. (v.1); cc. (17), (1) tav., 60 tavv.; cc. (11), (1) tav., 60 tavv. Molte tavole presentano degli appunti a matita con riferimenti numerici; molto probabilmente riferibili allo stesso Cavaceppi. Potrebbe trattarsi di riferimenti ad un suo inventario personale o forse anche di prezzi. Prima e unica edizione di questa rara opera, una sorta di “catalogo ragionato ante litteram” voluto e prodotto dal più importante restauratore di sculture del Settecento, il romano Bartolomeo Cavaceppi (1716-1799), personaggio originale nella sua triplice veste di imprenditore/restauratore/studioso, e centrale non solo nella nascente cultura del restauro, ma proprio tout court nello scenario della storia dell’arte e nel dibattito artistico del suo tempo. I tre volumi, prodotti separatamente fra il ’68 e il ’72, hanno un’importanza che concorre solo con la loro estrinseca bellezza, un totale di oltre 180 incisioni a piena pagina che fin dall’inizio e probabilmente pure nell’intenzione editoriale, furono destinate a essere vendute anche separatamente, e dunque rarissime da trovare rilegate integralmente come nel presente insieme. I tre volumi, nella parte iconografica e testuale, hanno enorme importanza nella storia del restauro, ma più in generale nella storia dell’arte e della scultura, sia per il loro opulento apparato iconografico, sia per la parte di testo, testo che precede ciascuna delle tre raccolte e consiste di una serie di monografie destinate a discutere (e risolvere) questioni sul restauro e sul commercio dell’antichità molto dibattute all’epoca di questi scritti e già affrontate, ma solo in parte, circa il restauro di dipinti. Chiaramente le questioni teoriche sul restauro di sculture estende l’orizzonte temporale del dibattito, che riguardava fino allora solo dipinti e affreschi, e quindi opere d’arte non altrettanto antiche. Non meno originale è l’intento commerciale che spinse l’autore alla creazione di questo libro: già noto e apprezzato (e ricco) al tempo della pubblicazione del primo volume, Cavaceppi cataloga i suoi restauri anche con lo scopo di reclamizzare la qualità del suo lavoro e vendere le opere stesse (quelle pubblicate nel primo volume erano già state tutte vendute o quasi, mentre nel secondo quelle acquistabili sono almeno 41 e nel terzo 23). La parte testuale conferma quest’intenzione: la “Raccolta è destinata a un pubblico selezionato di sovrani, nobili, collezionisti specialmente inglesi e tedeschi rispetto ai quali l’autore cerca da un lato di accreditare la propria elevatissima professionalità, dall’altro di porsi su un piano collaborativo, fornendo ad esempio indicazioni utili a smascherare i falsi” (si veda Meyer, S.A. - Piva, C., “L’arte di ben restaurare. La ‘Raccolta d’antiche statue di Bartolomeo Cavaceppi”, 2011). La scelta e lo svolgimento degli argomenti che costruiscono la parte di testo sostiene, insomma, l’originalità dell’operazione editoriale: di seguito a un’introduzione, contenuta in ciascun volume con testo diverso, e diretta “Agli amatori dell’antica scultura”, l’autore entra subito, nel primo volume, in argomento con un saggio, “Dell’arte di ben restaurare le antiche statue”, che è insieme premessa teorica al lavoro di restauratore e autopromozione del suo lavoro e della sua bottega; nel secondo volume (stampato nel ’69) troviamo un altro scritto “Degli inganni che si usano nel commercio delle antiche sculture” volto chiaramente a rassicurare possibili mecenati, collezionisti e clienti, nonché quello che poi sarebbe stato lo scritto più noto del C., ovvero la “Descrizione del viaggio in Germania” compiuto nel ’68 insieme all’amico Winckelmann: viaggio che sarebbe stato, fra l’altro, l’ultimo episodio della vita del W., assassinato a Trieste proprio sulla via del ritorno verso Roma; l’omicidio di Winckelmann ebbe un’eco enorme all’epoca, e la tempestiva pubblicazione del resoconoto di questo tour, compiuto dai due nelle corti tedesche prima appunto della morte dell’archeologo tedesco, era destinata a suscitare un’enorme curiosità (al punto che di tutto il libro questo testo è l’unico che sarebbe stato, negli anni, ristampato autonomamente). Interessantissimo è il saggio introduttivo al terzo volume nel quale C. entra nel merito di un dibattito ancora “in fasce” come quello sul restauro conservativo o interpretativo, e si spinge a formulare dettagliate indicazioni su come e quanto un pezzo d’arte antica debba essere valutato (“Una bella Testa Imperiale, che non abbia altro ristauro che la punta del naso […] suol valutarsi ordinariamente Zecchini cinquanta. Se poi la medesima fosse affatto intatta, potrebbe stimarsi il doppio. Una Testa Greca vale sempre di più”, ecc. ecc.). A sostegno dell’originalità dell’operazione editoriale, è stato anche notato come “Cavaceppi rinuncia a porre la sua opera […] sotto la protezione di qualche mecenate e la dedica Agli Amatori dell’antica scultura. Una scelta coraggiosa. Come quella di rivolgersi a un editore che era stato incarcerato per aver pubblicato libri di orientamento anticuriale. Rivendica con fierezza la sua professione di restauratore. Pur se, riferisce Giovanni Gherardo De Rossi, ‘gli movevano guerra gli artisti di quel tempo, e lo chiamavano scarpellinello della scultura, ma egli ne rideva, e contentavasi di essere piuttosto abile ciabattino che imperito calzolajo’” (Meyer-Piva, cit.). Di ciascuno di questi volumi sono state stampate due diverse tirature: la parte iconografica è identica, mentre la parte testuale è stata ricomposta; è ragionevole pensare, in base a riscontri testuali, che la presente copia sia quella stampata per prima, visti gli interventi di pulizia tipografica chiaramente determinati dall’autore e riportati nell’altra serie d’impressioni, che sembrerebbe essere più comune di questa. La Raccolta fu pubblicata in tre volumi fra 1768 e 1772. Per la precisione il primo volume è del 1768, il secondo del 1769 e il terzo del 1772. La prima cosa da dire è che l’apparato iconografico vi gioca sicuramente un ruolo fondamentale: ogni volume contiene infatti sessanta tavole che presentano altrettante statue antiche restaurate da Cavaceppi, con l’indicazione degli eventuali acquirenti (le opere pubblicate nel primo volume erano già state tutte vendute; nel secondo sono acquistabili quarantuno lavori e nel terzo ventitre). Ogni “album” è accompagnato da una serie di scritti; a volte si tratta di veri e propri brevi trattati; in altre circostanze di avvertenze al pubblico; in altre ancore di scritti chiaramente volti a soddisfare la curiosità del lettore. Ciò che importa segnalare è che gli scopi della pubblicazione sono chiaramente autopromozionali. Cavaceppi è uno scultore (anzi, un restauratore – vedremo meglio poi - ) di fama internazionale, e la sua Raccolta è destinata a un pubblico selezionato di sovrani, nobili, collezionisti specialmente inglesi e tedeschi rispetto ai quali l’autore cerca da un lato di accreditare la propria elevatissima professionalità, dall’altro di porsi su un piano collaborativo, fornendo ad esempio indicazioni utili a smascherare i falsi. Decisamente sperimentale dal punto di vista editoriale, la Raccolta […] unisce un catalogo promozionale delle sculture restaurate dall’autore (per la verità, almeno per il primo volume tutte le opere illustrate erano già state vendute al momento della stampa) con una serie di considerazioni teoriche non solo sul restauro, ma più in generale sulla storia dell’arte e del gusto. «Gli movevano guerra gli artisti di quel tempo, e lo chiamavano scarpinello della scultura, ma egli ne rideva, e contentavasi di essere piuttosto abile ciabattino che imperito calzolajo» Come ha già da tempo rilevato Orietta Rossi Pinelli, Cavaceppi si presentò quale «primo restauratore-scultore capace di imporsi nel panorama artistico come figura di specialista oramai equiparata sul piano della dignità professionale a quella degli artisti-creatori» Cavaceppi rinuncia a porre la sua opera […] sotto la protezione di qualche mecenate e la dedica Agli Amatori dell’antica scultura. Una scelta coraggiosa. Come quella di rivolgersi a un editore che era stato incarcerato per aver pubblicato libri di orientamento anticuriale. Rivendica con fierezza la sua professione di restauratore. Pur se, riferisce Giovanni Gherardo De Rossi, «gli movevano guerra gli artisti di quel tempo, e lo chiamavano scarpellinello della scultura, ma egli ne rideva, e contentavasi di essere piuttosto abile ciabattino che imperito calzolajo» https://warburg.sas.ac.uk/pdf/ckn1102v1.pdf https://catalogue.libraries.london.ac.uk/record=b2238065 Three vols., Cc. (1), (9), (1) pl. folded, 60 plates (v.1); cc. (17), (1) pl., 60 pl .; cc. (11), (1) pl., 60 pl. Many tables have pencil notes with numerical references; most likely referable to Cavaceppi himself. It could be references to his personal inventory or maybe even prices. Scattered light foxing. First and only edition of this rare work, a sort of "catalogue raisonné ante litteram” wanted and produced by the most important sculptor restorer of the eighteenth century, the Roman Bartolomeo Cavaceppi (1716-1799), an original character in his triple role as entrepreneur / restorer / scholar, and central not only in the nascent culture of restoration, but tout court in the scenario of the history of art and in the artistic debate of his time. The three volumes, produced separately between '68 and '72, have an importance that concurs only with their extrinsic beauty, a total of over 180 full-page engravings that from the beginning and probably also in the editorial intention were destined to be sold also separately, and therefore very rare to find fully bound as in the present set. The three volumes, in the iconographic and textual part, have enormous importance in the history of restoration, but more generally in the history of art and sculpture, both for their opulent iconographic apparatus, and for the text part, text that precedes each one of the three collections and consists of a series of monographs intended to discuss (and resolve) issues on the restoration and trade of antiquity much debated at the time of these writings and already addressed, but only in part, about the restoration of paintings. Clearly the theoretical questions on the restoration of sculptures extends the temporal horizon of the debate, which until then only concerned paintings and frescoes, and therefore works of art that were not as ancient. No less original is the commercial intent that prompted the author to create this book: already known and appreciated (and rich) at the time of the publication of the first volume, Cavaceppi catalogs his restorations also with the aim of advertising the quality of his work and sell the works themselves (those published in the first volume had already been sold or almost all, while in the second there are at least 41 purchasable works and in the third 23). The textual part confirms this intention: the "Collection is intended for a selected audience of sovereigns, nobles, especially British and German collectors with respect to whom the author tries on the one hand to accredit his very high professionalism, on the other to put himself on a collaborative plan, providing for example useful information to unmask the false "(see Meyer, SA - Piva, C.," The art of well-restored. The 'Collection of ancient statues by Bartolomeo Cavaceppi ", 2011). The choice and development of the arguments that make up the part of the text supports, in short, the originality of the editorial operation: following an introduction, contained in each volume with a different text, and directed "To the amateurs of ancient sculpture" , the author immediately enters, in the first volume, on the subject with an essay, “On the art of well restoring the ancient statues”, which is both a theoretical premise to the work of restorer and self-promotion of his work and his workshop; in the second volume (printed in '69) we find another writing "Of the deceptions that are used in the trade of ancient sculptures" clearly aimed at reassuring possible patrons, collectors and customers, as well as what would later be the most famous writing of Cavaceppi, or the "Description of the trip to Germany" made in '68 together with his friend Winckelmann: a trip that would have been, among other things, the last episode in Winckelmann’s life, as he was murdered in Trieste on the way back to Rome; Winckelmann's murder had a huge echo at the time, and the timely publication of the account of this tour, carried out by the two in the German courts before the death of the German archaeologist, was destined to arouse enormous curiosity (to the point that of the whole book this text is the only one that would have been reprinted independently over the years). The introductory essay to the third volume in which Cavaceppi enters into the merits of a debate still "in its infancy" such as the one on conservative or interpretative restoration is very interesting, and goes on to formulate detailed indications on how and how much an ancient art piece should be evaluated ("A beautiful Imperial Head, which has no other restoration than the tip of the nose [...] usually in Zecchini is evaluated as fifty. If the same were completely intact, it could be estimated twice as much. A Greek Head is always worth more", etc. . etc.). In support of the originality of the publishing operation, it was also noted how "Cavaceppi renounces placing his work [...] under the protection of some patron and dedicates it to the Amateurs of ancient sculpture. A courageous choice. Like turning to a publisher who had been jailed for publishing anti-curial books. He proudly claims his profession as a restorer. Although, reports Giovanni Gherardo De Rossi, 'the artists of that time waged war on him, and called him a stonecutter, but he laughed at it, and was content to be rather a skilled cobbler than an imperishable shoemaker' "(Meyer-Piva, cit. ). Two different editions of each of these volumes have been printed: the iconographic part is identical, while the textual part has been recomposed; it is reasonable to think, based on textual evidence, that this copy is the one printed first, given the typographic cleaning interventions clearly determined by the author and reported in the other set of impressions, which would seem to be more common than this one. As Orietta Rossi Pinelli had already pointed out for some time, Cavaceppi presented himself as "the first restorer-sculptor capable of establishing himself in the artistic panorama as a figure of specialist now equated in terms of professional dignity to that of artists-creators". https://warburg.sas.ac.uk/pdf/ckn1102v1.pdf https://catalogue.libraries.london.ac.uk/record=b2238065

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