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Note Bibliografiche

In Bischeri, 1763, nella Stamperia di Chiappone Tetro, con privilegio [ma probabilmente, Colle Alberti, 1763]. Manoscritto cartaceo, in-folio, cartonatura originale di tipo archivistico ad ancoraggio diretto sul dorso (mancanze alla carta di rivestimento al dorso), un titolo (non decifrato) manoscritto su tassello di carta applicato al piatto anteriore, pagine [346], le ultime 5 bianche. Ciascun foglio è stato ripiegato longitudinalmente una volta in modo da ottenere due colonne per facciata di cui solo una reca il testo. Steso probabilmente da due mani, in chiarissima grafia, (prima mano le pp. [1], da [5] a [42]; seconda mano pp. [3], [4], da [43] a [341]. Reca una paginazione manoscritta antica, con errori. Condizioni più che buone. Si tratta del resoconto d'un viaggio fatto da un allegra brigata di amici da Bocca d'Elsa a Pisa, per assistere all'illuminazione per la festa di S. Ranieri. Il lungo racconto è a chiave: sia i personaggi (che sono personaggi reali) e i luoghi visitati, sono presentati con nomi fittizi o anagrammati; in principio del volume sono presenti due pagine che recano gli anagrammi e i nomi fittizi dei personaggi e dei luoghi, con il loro relativo scioglimento. Il racconto, seppur basato - a quanto afferma l'autore nell'indirizzo al lettore - su un viaggio reale, si sviluppa su un registro di totale fantasia: si svolge su una barca, come se si trattasse d'un viaggio in mare, con varie tappe nei porti di numerosi paesi toscani. E' suddiviso in 14 giornate (prima giornata il 3 di giugno 1762) durante le quali i componenti la compagnia sostano nelle varie località, dove vivono alcune divertenti avventure. Sulla barca, durante i tratti di navigazione, si intrattengono raccontandosi storie piccanti e boccaccesche, con particolari di fantasia (anche se, sicuramente, basate su avvenimenti reali). Il volume è dedicato a Lacervano Ichellerice, gran cappellano di Lilletrecoba, pseudonimi sciolti dalla chiave iniziale in Valeriano Ceccherelli cappellano di Colle Alberti, e la dedica è datata: Lilletrecoba (Colle Alberti) 30 dicemmbre 1763. Non abbiamo trovato notizia di altre copie di questo testo, né in collezioni pubbliche, né in private. Seguendo la iniziale chiave di scioglimento dei nomi si possono probabilmente riconoscere fra i protagonisti del racconto alcuni personaggi che hanno lasciato qualche traccia di sé: Stefano Fabbrini (pittore), Domenico Ceccherelli (costruttore edile?), Pompeo Signorini (giureconsulto). Prendendo per veri il luogo e la data della dedica, l'autore potrebbe essere individuato fra i membri della famiglia proprietaria della tenuta di Colle Alberti (Cerreto Guidi) nel 1763, o fra i dimoranti in quella fattoria in quell'anno. Si tratta, in ogni caso, d'un racconto a chiave con influenze boccaccesche piuttosto interessante, inedito e - probabilmente - a tutt'oggi sconosciuto.

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