Spennati-mazzaclocchi-banditi-fuorusciti-tempo-abbc6deb-9f4f-43a1-8931-dc58b7ef967d

Note Bibliografiche

276 pagine. Ill. b/n. Brossura. Collana: Briganti d'Abruzzo, 2. Commento dell'editore: Giosia d'Acquaviva ha in pratica usurpato il Ducato al giovanissimo nipote Andrea Matteo, che lo ha ereditato da suo padre Pier Bonifacio. Il suo governo dispotico su Teramo è odiato dagli Spennati, la fazione che prosegue la politica dei Melatinisti. Viene invece sostenuto dalla fazione rivale, quella dei Mazzaclocchi, prosecutori degli Antonellisti, capeggiata dal temerario e crudele Marco di Cappella. Mentre gli Spennati sono costretti a vivere lontani dalla loro città, banditi e fuoriusciti, i Mazzaclocchi vi spadroneggiano. Nelle complesse vicende che seguono, caratterizzate da una grande instabilità politica e da una lunghissima serie di rovesciamenti di alleanze, gli esponenti delle due fazioni si fronteggiano e si scontrano. Chi soccombe è costretto, per sopravvivere, a darsi alla macchia e a vivere di imprese brigantesche; chi ha la meglio si trova a governare. Questo alternarsi di condizioni di vita attraversa il regno di Re Alfonso d'Aragona e quelli dei suoi successori, mentre continua il tentativo degli Acquaviva di tornare ad impadronirsi di Teramo.

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