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Note Bibliografiche

La Domenica del Corriere
Rivista originale del 13 Giugno 1965
Anno 67 - N. 24
Rarità per appassionati e collezionisti
Seguono solo alcuni dei fatti descritti, illustrati e fotografati all'interno 
Illustrato in copertina (segue foto):
Vota Si e No anche tu per il nostro grande concorso
Illustrato nella retro copertina (segue foto):
Il romanzo dello spazio  
Il romanzo dello spazio  
Il romanzo dello spazio  
Il romanzo dello spazio  
Il romanzo dello spazio  
Il romanzo dello spazio  
Il romanzo dello spazio  
Il romanzo dello spazio  
Il romanzo dello spazio
Nelle pagine interne:
Si cerca un testamento che vale un miliardo per gli eredi del dottor Domenico Alvaro di Riace assassinato da un nipote.
Cent'anni fa i piemontesi pagarono l'ultimo doloroso tributo all'unità d'Italia: sangue a Torino, festa a Firenze per il trasferimento della capitale.
Italiani nella bufera - parte seconda (14^ puntata): eroi del mare e del cielo.
Impariamo a conservare bene la nostra salute (10^ puntata): la pelle, specchio dell'organismo.
Viaggio ai confini dell'impossibile (1^ puntata): gli ispettori dei fantasmi.
La secolare leggenda del castello di Belveglio nell'Astigiano.
...e tanto altro ancora!
Qualora vogliate maggiori delucidazioni contattateci 
In questo negozio troverai un'intera categoria dedicata alla collezione
delle  Domeniche del Corriere, ne inseriamo diverse giornalmente e a breve
saranno presenti tutte le riviste dei 90 anni in cui sono avvenute le pubblicazioni
Sotto il link diretto alla collezione:
Riviste disponibili
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La Domenica del Corriere è stato un popolare settimanale italiano fondato a Milano nel 1899 e chiuso nel 1989.
Fortemente voluto da Luigi Albertini, allora direttore amministrativo del Corriere della Sera, apparve per la prima volta nelle edicole l'8 gennaio 1899 come supplemento illustrato del Corriere della Sera. Stampata in grande formato (sul modello del domenicale La Tribuna illustrata), aveva 12 pagine e veniva distribuita gratis agli abbonati del Corriere, oppure si poteva acquistare in edicola per 10 centesimi.
Il Corriere si avvaleva di un giovane disegnatore, Achille Beltrame, allora sconosciuto, a cui veniva affidato in ogni numero il compito di
rendere con la sua tavola il fatto più interessante della settimana.
Le tavole a colori di Beltrame divennero il marchio distintivo della rivista.
Nelle sue copertine è riassunta in pratica tutta la storia del costume e della società italiana della prima metà del XX secolo. Fatti di cronaca, sportivi, di costume venivano riassunti con maestria dall'illustratore arzignanese, che riusciva a renderli vivi e attuali agli occhi di una popolazione non ancora del tutto uscita dall'analfabetismo. Non si mosse mai da Milano dove disegnò tutte le sue tavole.
Dopo la sua morte nel 1945, fu sostituito da Walter Molino che, come il suo predecessore, firmò memorabili copertine andando avanti per trent'anni. Fra le più celebri, quella sulla nascita della televisione (1954), del campione ciclista Fausto Coppi (1960), i russi nello spazio (1965).
A differenza dei settimanali dell'epoca, la Domenica del Corriere diede ampio spazio alle fotografie e ai disegni, e questo fu uno dei motivi del suo successo.
Nel corso degli anni venti e trenta, il periodico divenne uno dei principali strumenti di informazione non solo della borghesia colta ma di buona parte della popolazione italiana alfabetizzata.
In questo periodo divenne il settimanale più venduto in Italia: le vendite raggiunsero le 600.000 copie.
Sulle pagine della Domenica del Corriere trovarono una vetrina popolare anche le grandi firme del Corriere, da Luigi Barzini a Indro Montanelli. Montanelli fu il primo direttore dopo la fine della guerra e lasciò la direzione alla fine del 1946 per tornare al Corriere della Sera.
Dopo Montanelli cominciò la lunghissima direzione di Eligio Possenti, critico teatrale, che guidò la Domenica fino al 1964, coadiuvato dal direttore "ombra", lo scrittore Dino Buzzati.
Gli ultimi cinque direttori della Domenica del Corriere furono Maurizio Costanzo, Paolo Mosca, Antonio Terzi, Pierluigi Magnaschi e infine Marcello Minerbi, che fu poi il primo direttore di Visto.
Le vecchie copie del settimanale, con le copertine di Achille Beltrame prima e di Walter Molino poi, sono molto ricercate nei mercatini dell'antiquariato e in Internet, rappresentando un vero must per i collezionisti più raffinati.

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