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DELLA ROSSA Gennaro. Fotografia in abiti di scena.

Fotografías
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Detalles

  • Materia
  • Gennaro Della Rossa, Eduardo Scarpetta, Teatro, Fotografia

Descripción

Fotografia all’albumina mm 212×14, montata su cartoncino, mm 215×146, s.d. (ma 1913). Al verso didascalie a biro rossa e blu «Gennaro Della Rossa nella rivista di Rambaldo “Babilonia” 1912». Tracce d’uso alla fotografia e fori agli angoli della stessa. Rarissima fotografia del noto attore comico, nipote di Antonio Petito. Gennaro Della Rossa in abiti di scena nello spettacolo di rivista «Babilonia» di Rambaldo (pseud. di Rocco Galdieri) «Babilonia» fu messa in scena nel 1913 al teatro Nuovo di Napoli dalla compagnia di Vincenzo Scarpetta, sotto la direzione di Eduardo Scarpetta. «Gennaro Della Rossa si rivelò in Santarella e si affermò più tardi in tutte le altre mie commedie, fino ad essere uno dei migliori comici della mia compagnia» [Cfr. Eduardo Scarpetta, Cinquant’anni di palcoscenico. (Memorie). Prefazione di Benedetto Croce, Napoli, Gennarelli, 1922] Gennaro Della Rossa esordì nel 1889 nella compagnia di Eduardo Scarpetta nella commedia “Na Santarella” messa in scena al teatro Sannazaro di Napoli. Nel 1904 al teatro Valle di Roma, nel ruolo di Mon Ci, portò in braccio per la prima volta sulla scena il piccolissimo Eduardo De Filippo vestito da giapponesino, nell’operetta “La Geisha” di Eduardo Scarpetta. Nel 1914 partecipò, nel ruolo di Pasquale, alla trasposizione cinematografica della commedia di Eduardo Scarpetta “Miseria e Nobiltà”, regia di Enrico Guazzoni, con lo stesso Eduardo Scarpetta (Felice) e Titina De Filippo (Gemma). Fu attore principale e direttore della Compagnia Molinari ereditando i favori del pubblico che era stato fanatico di Eduardo Scarpetta. Morì nel 1928. [Gennaro Della Rossa]«Nipote di Antonio Petito, il Pulcinella illustre; il che vuol dire, per il genere sangue azzurro nelle vene. Il primo passo, in Tribunale. Già. Il Della Rossa era usciere al Tribunale di Commercio; ma intanto forse per la profetica anima sua, recitava al teatro Partenope ; popolare teatro dalla maschera al drammaccio. Spesso l’usciere scappava alle prove con i fascicoli di carta bollata e di chi sa quante benedizioni sotto il braccio ; dinanzi al cancelliere qualche volta invece d’una citazione cadeva una pagina sulla quale si leggeva : Atto primo, scena prima. Soppresso il Tribunale di Commercio, dall’aula severa e triste l’usciere salta sul palcoscenico dell’operetta. Poi seguono le compagnie del vario genere e della varia sorte, sui teatri napolitani popolari e così così. Edoardo Scarpetta lo trova e lo scrittura. E’ il battesimo e il brevetto. Ecco infatti il Della Rossa, disegnatore e coloritore di macchiette fin geniali, felicissimo dalla truccatura di rispecchio alla comica battuta : e per alcune figurine osservate e riprodotte, forse in quella folla varia del Tribunale intravvedute, inimitabile. Segni particolari : ama il canto ed ama i fiori. Spesso s’ode una voce teneramente intonata, nelle note la gentile malinconia della patria ricordante: curioso contrasto con la grottesca faccia impiastricciata per la recita ; e ancora spesso, in un goffo arredamento per la scena, si ode un Don Pancrazio o un Don Nicola parlar, con accento di passione, di rose trionfanti e di pudiche mammolette» [Cfr. Le Cronache Drammatiche, Roma, Anno I, Fasc. XII, 18 giugno 1899. <BR>Direttore: Edoardo Boutet]. «Rocco Galdieri[…] all’inizio del Novecento, collabora con Eduardo Scarpetta,di cui al contrario di altri scrittori (come Di Giacomo), apprezza il successo,pur se ne sospinge la rumorosa comicità verso una cifra di più sottile umorismo. La presenza del dialetto e del contesto napoletano evidenti in “L’ommo che vola” (1909) e “Babilonia” (1913), scritti con Scarpetta, si attenua nelle opere che ” Rambaldo” scrive da solo» [Cfr. Marita Bartolazzi, Il poeta della rivista. In: Ariel, Anno 2002 , n. 2-3, maggio-dicembre, pp. 29-47].

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