Libros antiguos y modernos
Angelo Bo
Angelo Bo La Peste e la pubblica preservazione Perrino 1885
1885
120,00 €
Preziosi Scritti Studio Bibliografico
(Corridonia, Italia)
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Detalles
Descripción
Angelo Bo nacque nel 1801 a Sestri Levante da Giovanni Battista e da Chiara Ricci, iniziÚ gli studi di medicina a Parma e li proseguÏ a Bologna alla scuola del Tommasini, conseguendo la laurea nel 1824.Si distinse nel 1835 nella lotta contro il cholera morbus, che a Genova infierÏ con particolare violenza. Nella sua attivit‡ parlamentare il B. fece parte della maggioranza cavouriana, distinguendosi particolarmente nei dibattiti sui problemi sanitari o concernenti l'organizzazione del servizio sanitario. A questo proposito prese posizione contro le teorie dei "contagionisti" di fronte al colera del 1854-55, e quindi appoggiÚ, anche sotto questo punto di vista, la politica del Cavour, il quale era contrario al sistema delle quarantene, che considerava estremamente dannoso per il commercio ed inutile invece per fronteggiare la diffusione del male. In un primo tempo il B. era stato di parere diverso, ma in seguito, pur senza accettare le dottrine degli "epidemisti" - ossia di coloro i quali ritenevano che il colera, la peste, ecc., avessero origine nel luogo dove si diffondevano -, si era schierato contro il sistema delle quarantene. Secondo il suo parere le quarantene - applicate indiscriminatamente a tutte le navi provenienti dal Levante, dall'Africa e dalle Americhe - producevano soltanto gravi danni al commercio marittimo senza offrire sufficienti garanzie contro il diffondersi delle malattie; egli riteneva invece che risultati molto pi˘ concreti si sarebbero potuti ottenere con l'applicazione di severe norme igieniche sulle navi durante il loro tragitto. Fra i suoi scritti pi˘ significativi su questo argomento ricordiamo: , Sulla peste,le epidemie,i contagi. (ibid. 1864; ristampato postumo a Roma nel 1885 col titolo La peste e la pubblica preservazione).
MorÏ a Genova il 17 dic. 1874, in conseguenza di febbri intermittenti da cui era stato colpito dopo aver compiuto una visita ai lazzaretti di Brindisi e di Venezia