Commentarios de Cayo Julio Cesar: vedi cados ala S.C. C. M. del Emperador y Rey nuestro Senor: nuevamente impressos y corregidos
Commentarios de Cayo Julio Cesar: vedi cados ala S.C. C. M. del Emperador y Rey nuestro Senor: nuevamente impressos y corregidos | Libros antiguos y modernos | César, Cayo Julio
Commentarios de Cayo Julio Cesar: vedi cados ala S.C. C. M. del Emperador y Rey nuestro Senor: nuevamente impressos y corregidos
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Detalles
- Año de publicación
- 1529
- Lugar de impresión
- Impressos en la insigne Universidad de Alcala
- Autor
- César, Cayo Julio
- Editores
- En casa de Miguel de Eguia
- Sobrecubierta
- False
- Copia autógrafa
- False
- Impresión bajo demanda
- False
- Condiciones
- Usado
- Primera edición
- False
Descripción
In-folio (28,5 x 20 cm.), ff. (16), 1 b., 168, frontespizio entro bella cornice xilografica allegorica, verso del frontespizio entro cornice xilografica, belle iniziali xilografiche, testo su due colonne, legatura in piena pelle color nocciola, dorso a cinque nervi con titolo su tassello e ricchi fregi in oro, dentelle all'unghiatura. Cerniere restaurate, piccolo foro di tarlo al margine bianco delle prime 30 carte, esemplare in ottime condizioni, ampi margini ed assai fresco. Seconda edizione della traduzione in lingua spagnola dei Commentari di Cesare, stampata per la prima volta a Toledo nel 1498. La traduzione fu curata da fra Diego López de Toledo e rappresenta la prima volta in cui i celebri Commentari di Giulio Cesare furono dati alle stampe in lingua spagnola. Questa versione quattrocentesca costituì la base per la Seconda edizione del 1529, pubblicata da Miguel de Eguía, che riprese il testo originario apportandovi successive correzioni. Miguel de Eguía (o Eguía Lagist) fu uno dei più importanti stampatori spagnoli del primo Cinquecento, noto per l’elevata qualità tipografica delle sue edizioni e per la pubblicazione di testi classici, giuridici e umanistici. Le sue edizioni sono oggi particolarmente ricercate dal collezionismo internazionale. Nacque intorno al 1495 a Estella, in Navarra, in una famiglia benestante di mercanti di lana. Probabilmente iniziò la sua formazione tipografica come apprendista nella bottega di Arnaldo Guillén de Brocar, uno dei maggiori stampatori del tempo, presso il quale lavorò dapprima a Logroño e successivamente ad Alcalá de Henares. Nel 1518 sposò María Brocar, unica figlia di Arnaldo Guillén de Brocar, consolidando in tal modo la propria posizione nel mondo tipografico. Alla morte del suocero, tra il 1523 e il 1524, Eguía assunse la direzione della tipografia di Brocar ad Alcalá de Henares, trasformandola in uno dei centri editoriali più importanti della Spagna rinascimentale. In quegli anni stampò numerose opere classiche, teologiche, umanistiche e accademiche, incluse edizioni di autori quali Giulio Cesare, opere di Erasmo da Rotterdam e testi universitari in latino. Eguía non fu soltanto un abile artigiano tipografo, ma anche un umanista colto, profondamente familiare con la cultura umanistica e con il pensiero erasmiano, elementi che influenzarono in modo decisivo la scelta dei testi e la qualità delle sue edizioni. Le sue produzioni sono apprezzate per l’eccellenza tipografica, l’uso accurato dei caratteri, la presenza di eleganti testatine e ornamentazioni, nonché per la scrupolosa cura del testo. Nel complesso clima religioso e culturale della Spagna del XVI secolo, Eguía fu arrestato dall’Inquisizione a Valladolid con l’accusa di simpatie luterane, ma venne in seguito assolto. Riprese l’attività tipografica e, dopo anni di lavoro ad Alcalá, nel 1546 fece ritorno a Estella, dove tentò di avviare una tipografia locale. Morì poco dopo, lasciando un’impronta duratura nella storia della stampa rinascimentale spagnola. B 2360; Palau 54138