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Crestomazia italiana poetica, cioè scelta di luoghi in verso italiano insigni o per sentimento o per locuzione, raccolti e distribuiti secondo i tempi degli autori.

Libros antiguos y modernos
Leopardi, Giacomo
presso Ant. Fort. Stella e Figli (verso del frontespizio: Tip. - de’ Classici italiani),, 1828
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Detalles

  • Año de publicación
  • 1828
  • Lugar de impresión
  • Milano,
  • Autor
  • Leopardi, Giacomo
  • Páginas
  • pp. [6] 638 (numerazione continua, inizio seconda parte con proprio occhietto a p. [239]).
  • Volúmenes
  • due parti in un volume,
  • Editores
  • presso Ant. Fort. Stella e Figli (verso del frontespizio: Tip., de’ Classici italiani),
  • Formato
  • in 8°,
  • Edición
  • Prima edizione.
  • Materia
  • Poesia Italiana dell' 800 Narrativa Italiana dell' 800
  • Descripción
  • legatura moderna in mezza pelle rossa con angoli, dorso a quattro nervi con tasselli e titoli oro, piatti marmorizzati, con cofanetto coordinato,
  • Primera edición
  • True

Descripción

LIBRO Prima edizione. Leggero foxing, soprattutto alle prime e alle ultime carte, nel complesso un bell’esemplare, fresco, con buoni margini (162 x 95 mm). I lavori per la composizione della «Crestomazia poetica» iniziarono a pochi mesi di distanza dalla pubblicazione della «Crestomazia della prosa», in particolare nel dicembre del 1827, come attesta una lettera all’editore datata 21 dicembre dello stesso anno: «Io sto interamente occupato nella Crestomazia poetica, e con grande speranza che anche questa riesca di sua soddisfazione». Il lavoro si concluse alla fine di giugno, e il 1° luglio il poeta annunciava di aver spedito finalmente il manoscritto. La raccolta fece molto discutere per alcune scelte che parvero azzardate ai contemporanei; su tutte, apparve inconcepibile l’esclusione in blocco del Trecento e dei maggiori poemi rinascimentali, nonostante le ragioni che portarono alla scelta siano ben motivate nella nota d’apertura “Ai lettori”: «Di Dante e del Petrarca, del Furioso e delle Satire di Ariosto, della Gerusalemme e dell’Aminta del Tasso, del Pastor Fido, del Giorno del Parini non ha tolto cosa alcuna e ha creduto, prima, che a voler conoscere la poesia nostra, sia necessario che quelle opere si leggano tutte intiere; poi, che il farle in pezzi, o il dire ‘questo è il meglio che hanno fatto’, sia un profanarle». -- Nonostante l’impegno profuso, e nonostante la motivazione nelle scelte più ardue, fu lo stesso Leopardi, a stretto giro, a tornare sul suo lavoro e a esprimere un giudizio decisamente negativo sull’antologia: «Della crestomazia poetica, io feci tutto quel che potei; ma, o fosse l’incapacità mia, o la qualità de’ materiali, il lavoro venne malissimo, ed io ne sono pessimamente soddisfatto» (12 aprile 1829). L’“auto-stroncatura” ha pesato sulla critica, anche la più recente, che non ha prodotto un numero di contributi equiparabile alle altre composizioni leopardiane. E tuttavia, l’interesse per le due Crestomazie si sta riaccendendo, e negli ultimi anni vanno fiorendo nuovi contributi dedicati alla figura di Leopardi antologista, ancora in parte da scoprire. Mazzatinti e Menghini, Bibliografia leopardia, n. 668 ; Catalogo del fondo leopardiano, n. 95; Muñiz Muñiz, Le ‘Crestomazie’ di Giacomo Leopardi (in Antologie d’autore, 2016)

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