Editto borbonico contro la Massoneria.
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Detalles
- Año de publicación
- 1751
- Lugar de impresión
- Napoli,
- Editores
- Serafino Porsile,
- Materia
- Carlo di Borbone, Massoneria, Regno delle Due Sicilie
Descripción
Bifolio in 4° ( cm 31×23), pp. 4 nn. Stemma borbonico inciso all’inizio del testo. Raro editto reale emanato da Carlo di Borbone che mette al bando la Massoneria nel Regno di Napoli. Documento storico fondamentale nella storia della Massoneria italiana e della politica borbonica. In buono stato, con naturali tracce del tempo; brunitura uniforme che non altera la leggibilità del testo. Molto raro. Editto originale contro la Massoneria nel Regno di Napoli: “Interdicta Muratorum Conventicula” (10 luglio 1751). Questo editto borbonico originale del 10 luglio 1751, stampato a Napoli da Serafino Porsile, rappresenta uno dei documenti più importanti per la storia della Massoneria nel Regno di Napoli. Si tratta dell’atto sovrano con cui Carlo di Borbone ordina ufficialmente il bando delle logge massoniche dai suoi domini, imponendo ai membri della Libera Muratoria la rinuncia all’associazione segreta e lo scioglimento delle logge attive sul territorio. Il provvedimento colpisce in modo particolare la loggia guidata da Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, figura centrale della cultura illuministica napoletana e all’epoca Gran Maestro delle logge partenopee. Nonostante la fermezza dell’editto e il clima di sospetto verso le società iniziatiche, l’applicazione della norma risultò nella pratica moderata e non persecutoria. Grazie anche al rapporto personale tra il sovrano e Raimondo di Sangro, l’esecuzione del decreto si limitò in larga parte alla formale rinuncia da parte degli affiliati, evitando misure violente o inquisitoriali e mantenendo un profilo politico misurato. Il documento reca il nome di Gaetano Maria Brancone, alto funzionario borbonico incaricato della registrazione e diffusione degli editti regi, a conferma della sua autenticità amministrativa e della prassi istituzionale dell’epoca. La sua presenza aggiunge valore storico e testimonia il percorso ufficiale di pubblicazione e circolazione dell’atto all’interno del Regno. Oltre a essere una fonte primaria straordinaria per lo studio della Massoneria italiana del Settecento, l’editto costituisce una testimonianza fondamentale delle dinamiche tra Stato borbonico, cultura massonica e Illuminismo napoletano, offrendo uno sguardo diretto sull’equilibrio politico che caratterizzò gli anni centrali del regno di Carlo di Borbone.