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Estetica e geometria. La regolare irregolarità dei frattali

Libros antiguos y modernos
Fernando Garbellotto, Giorgio Bonomi, Matteo Galbiati
Rubbettino, 2024
14,25 € 15,00 €
(Soveria Mannelli, Italia)
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Detalles

  • Año de publicación
  • 2024
  • ISBN
  • 9788849883275
  • Autor
  • Fernando Garbellotto
  • Páginas
  • 80
  • Serial
  • Varia
  • Editores
  • Rubbettino
  • Formato
  • 241×167×9
  • Curador
  • Giorgio Bonomi
  • Materia
  • Garbellotto, Fernando, Storia dell’arte, Dipinti e tecniche di pittura, Singoli artisti, monografie d’arte, Seconda metà del XX secolo, 1950–1999, Prima metà del XXI secolo, 2000–2050
  • Prologuista
  • Matteo Galbiati
  • Conservación
  • Nuevo
  • Idiomas
  • Italiano
  • Encuadernación
  • Tapa blanda
  • Condiciones
  • Nuevo

Descripción

Questa pubblicazione esce in occasione di un’importante rassegna personale di Fernando Garbellotto, a cura di Giorgio Bonomi, nei suggestivi spazi medioevali della Rocca – Centro per l’Arte Contemporanea di Umbertide (PG). Sono state esposte più di quaranta opere, suddivise in cinque serie: Reti frattali, libere, senza telaio, che permettono la “partecipazione” del pubblico che può aggirarsi tra le reti che scendono dal soffitto; Frattali di terra e Frattali d’aria; Reti frattali montate su telaio e Reti frattali Fluo. Garbellotto è noto per essere il pittore dei frattali, infatti questa figura geometrica, scoperta non molti anni fa (nel 1975 da Benoît Mandelbrot), è il contenuto “scientifico” delle sue opere. Non a caso, oltre al termine/ concetto “frattale”, l’artista si serve anche dei concetti di “nodo” e di “rete”, termini, anch’essi, che appartengono al campo delle scienze. Ora, i frattali sono i contenuti ma, dato che siamo nei territori dell’arte visiva, va sottolineato che Garbellotto è “artista”, è “pittore” nel senso pieno del termine, quindi esprime i suoi concetti in una forma artistica assai alta, sia per la capacità tecnica nella composizione e nel dipingere sia per uno stile suo proprio e del tutto contemporaneo, per esempio nell’uso della monocromia, della tendenza alla “riduzione” che, nel tempo, lo porta ad una costruzione rigorosamente ortogonale, ottenuta con strisce di tela dipinte, poi annodate con perizia e montate su telaio, a rappresentare immagini frattali, materiche e tridimensionali. Postfazione di Matteo Galbiati.

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