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Fantomes, esprits et autres morts-vivants. Essai de pneumatologie litteraire.

Fantomes, esprits et autres morts-vivants. Essai de pneumatologie litteraire. | Libros antiguos y modernos | Sangsue, Daniel

Libros antiguos y modernos
Sangsue, Daniel
José Corti, 2011
20,00 €
(Torino, Italia)

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Detalles

  • Año de publicación
  • 2011
  • Lugar de impresión
  • Parigi
  • Autor
  • Sangsue, Daniel
  • Editores
  • José Corti
  • Sobrecubierta
  • False
  • Copia autógrafa
  • False
  • Impresión bajo demanda
  • False
  • Condiciones
  • Usado
  • Primera edición
  • False

Descripción

In-8°, pp. 620, brossura editoriale. Dei fantasmi, si potrebbe dire ciò che Flaubert disse delle mostre: 'un argomento del delirio ottocentesco'. Mai, in effetti, spettri, spiriti e altri non morti sono stati così presenti e hanno ossessionato i vivi come in quest'epoca. Questo saggio di pneumatologia letteraria esamina le diverse forme che il fenomeno dei fantasmi assunse nel XIX secolo, segue i dibattiti scientifici, teologici e filosofici a cui diede origine e cerca di far luce sulle condizioni storiche che ne favorirono l'emergere: un nuovo rapporto con la morte, il fascino per l'occulto, i traumi legati alla Rivoluzione, la fobia per la sepoltura frettolosa e altre paure che la psicoanalisi e l'antropologia ci aiutano a comprendere. Ma la storia della sensibilità spettrale qui proposta passa soprattutto attraverso l'esplorazione delle numerosissime opere letterarie ispirate ai fantasmi: dai racconti di Nodier, Nerval, Mérimée e Maupassant al teatro di Madame de Girardin e Victorien Sardou, da Lo Spirito di Gautier al Fantasma di Bourget, dai romanzi di Stendhal alle poesie di Baudelaire, passando per i verbali delle tavole parlanti di Hugo e La Table tournante di Champfleury, senza dimenticare Ursule Mirouët, Mille e un fantasma, Le Dame Verdi e Il Castello dei Carpazi, è a un vasto viaggio 'hauntologico' (Derrida) che il lettore è invitato. Un viaggio che mostra le profonde affinità che legano il mondo dell'aldilà alla scrittura quando quest'ultima è concepita come 'stregoneria evocativa'.

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