Fragmens Philosophiques
Fragmens Philosophiques | Libros antiguos y modernos | Cavour Gustavo Benso Marchese Di
Fragmens Philosophiques
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Detalles
- Año de publicación
- 1841
- Lugar de impresión
- Turin
- Autor
- Cavour Gustavo Benso Marchese Di
- Editores
- Imprimerie d'Alexandre Fontana
- Materia
- Filosofia, Piemonte, Prime edizioni
- Sobrecubierta
- False
- Copia autógrafa
- False
- Impresión bajo demanda
- False
- Condiciones
- Usado
- Primera edición
- False
Descripción
In-8° (216x138mm), pp. 398, (2), legatura coeva t. tela con titolo e filetti in oro al dorso. Ottimo esemplare. Ex-libris di Cesare Saluzzo di Monesiglio (Torino, 1777-ivi, 1853), fratello di Alessandro, scrittore militare, bibliofilo, appassionato di archeologia (a lui si deve la commissione di importanti scavi effettuati a Pollenzo), comandante dell'Accademia Militare di Torino dal 1821 al 1830, precettore dei figli di Carlo Alberto e Presidente della Regia Deputazione degli Studi di Storia Patria. Prima edizione di quest'opera filosofica di derivazione rosminiana (l'opera è anche dedicata al grande pensatore roveretano) scritta dal fratello del Conte di Cavour, Gustavo Benso, Marchese di Santena (Torino, 1806-ivi, 1864). L'opera è così articolata: Sur la marche et le caractère général des sciences philosophiques; Sur l'histoire de la philosophie moderne; Esquisse de la doctrine métaphysique de l'abbé Rosmini; Essai sur la nature du principe moral; Fragmens sur la philosophie du Cristianisme. Tali scritti erano usciti già, in forma pre-originale, nella Bibliothèque universelle de Genève. 'Nei Fragmens i precedenti studi su Kant, Cousin e Jouffroy venivano ampiamente messi a frutto, in una cornice rosminiana, allo scopo di dimostrare come la 'vera filosofia' moderna tendesse ad aprirsi alla 'possibilità della fede', a rappresentare, in certa misura, una nuova forma di preambula fidei, in conseguenza dell'avvenuto superamento del sensismo e del razionalismo settecenteschi. A giudizio del C. la crisi del razionalismo offriva uno spazio aperto alle verità della fede, che pur definite, con termine vinetiano, 'non evidenti', riguadagnavano un loro valore razionale come risposta ai grandi interrogativi dell'esistenza, soprattutto nel campo morale (Francesco Traniello, DBI, XXIII, p. 140.).