Francia. The Passenger. Per Esploratori Del Mondo Iperborea 2025
Francia. The Passenger. Per Esploratori Del Mondo Iperborea 2025
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Detalles
- Año de publicación
- 2025
- ISBN
- 9788870918212
- Editores
- Iperborea
- Condiciones
- Nuevo
Descripción
Dettagli Libro<br><br>Sku: PZZLB118472<br>ISBN: 9788870918212<br>Titolo: Francia. The Passenger. Per Esploratori Del Mondo<br>Editore: Iperborea<br>Anno: 2025<br>Pagine: 192<br>Formato: Brossura<br><br>Testi di: Francesco Maselli, Maylis de Kerangal, Simon Kuper, Nadia Pantel, Estelle-Sarah Bulle, Catherine Poulain, Maïram Guissé, Luc Bronner, Emeline Cazi, Sophie Fay, Simon Rossi, Pierre Carrey, Blandine Rinkel. Fotografie di Jean-Marc Caimi, Valentina Piccinni / Prospekt: Francesco Merlini e Michela Mosca.<br> La metafora migliore per descrivere la Francia degli ultimi anni è l’arcipelago. Non solo, o non tanto, perché finalmente l’Esagono – come viene chiamata la Francia continentale – sta pian piano riscoprendo la cultura e la spinta vitale dei suoi territori d’Oltremare: questi rimasugli di impero sparsi tra gli oceani, oltretutto, danno al paese anche una proiezione economica, politica e militare su tutto il globo. Ma perché è la Francia stessa che si sta disgregando in isole che non formano più, tutte insieme, quell’unità e omogeneità che hanno caratterizzato la repubblica, almeno nel suo stesso immaginario. Nella diatriba tra universalismo e comunitarismo, lo stato francese insiste sulla laïcité, ma ? proprio a livello religioso e politico che le posizioni sembrano più inconciliabili, mentre l’opinione pubblica è sempre più assuefatta alle frequenti violenze di piazza. The Passenger esplora queste fratture in un viaggio nella Francia lontana da Parigi, nelle terre attraversate dal Rodano e dal Tour de France, nelle regioni costiere dove agricoltura, pesca e viticoltura stanno attraversando profondi cambiamenti, fino anche nelle foreste della Vandea dove i conservatori francesi cercano di riscrivere la storia di un paese che probabilmente non è mai esistito. Lo spettro dell’estrema destra si aggira per la Francia, ma anche quello è un sintomo di una nazione che si racconta in crisi. Perché in realtà la base istituzionale e culturale è solida, i miti comuni resistono e possono anche fiorire, quando vengono rielaborati per una società moderna e globalizzata. Soprattutto, sembra più presente che mai la voglia di essere francesi, un patriottismo che prende tante forme (non sempre armoniose e inclusive, intendiamoci) quante sono le comunità che compongono l’arcipelago: isole, forse, ma con molto di più in comune di quanto pensino.