Gente del Medioevo
Gente del Medioevo | Libros antiguos y modernos | Fossier Robert
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Detalles
- Año de publicación
- 2007
- Lugar de impresión
- Roma
- Autor
- Fossier Robert
- Páginas
- pp. XI, 321
- Serial
- Saggi
- Editores
- Donzelli
- Formato
- cm 21 x 15,2
- Materia
- storia, medioevo, storia medievale
- Descripción
- cart. edit. con sovraccoperta
- Sobrecubierta
- True
- Conservación
- Excelente
- Idiomas
- Italiano
- Encuadernación
- Tapa dura
- Condiciones
- Usado
Descripción
Stato di conservazione: OTTIMO, leggero ingiallimento e piccole fioriture al taglio sup., per il resto come nuovo. Collana: Saggi. I edizione. Introduzione di Giuseppe Sergi. Traduzione di Monica Guerra.
È difficile liberarsi dell'immaginario che si è ormai stratificato, quasi incrostato, intorno all'idea di medioevo: quello di una manciata di secoli oscuri compressi tra la fine dell'antichità e il Rinascimento, di un'epoca popolata da una galleria variopinta di personaggi, dame e cavalieri, monaci, contadini oppressi dalle corvée, signori feudali... Di rado ci si ricorda, ad esempio, che il medioevo è durato mille anni e che tra Gregorio di Tours e san Tommaso d'Aquino c'è più o meno lo stesso numero di secoli che separa quest'ultimo da Jean-Paul Sartre.
Con una scrittura assolutamente piana e godibile, che tuttavia nulla toglie al rigore dell'argomentazione, Fossier riesce a fare piazza pulita di tanti errori e luoghi comuni. Salutato alla sua uscita in Francia come un nuovo capolavoro della storiografia d'oltralpe, questo libro non è né un'opera di erudizione, né uno sguardo d'insieme sulla società medievale, sulla sua economia, la cultura e l'arte. Fossier segue un percorso espositivo originale e particolarmente efficace: restituisce al medioevo la sua gente, raccontando le vicende quotidiane delle persone comuni, che si preoccupano della pioggia o del cane, di cosa mettere nel piatto, delle chiacchiere della vicina o delle scarpe che fanno male. Di tutti coloro che la storia spesso tende a lasciarsi alle spalle, quelli di cui non si parla mai, perché non parlano, ma di cui ognuno di noi può condividere gioie e dolori.
(quarta di copertina)