Il canguro. Bimestrale di cultura
Il canguro. Bimestrale di cultura
con una compra mínima de 100,00€
Formas de Pago
- PayPal
- Tarjeta de crédito
- Transferencia Bancaria
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Detalles
- Año de publicación
- 1967-1968
- Lugar de impresión
- Milano,
- Autor
- [Canguro - Direttore Responsabile Franco De Poli]
- Páginas
- 15 pagine a fascicolo, numerazione progressiva.
- Editores
- s.n. (Tipografia Poligrafici di Reggio Emilia (poi: Tipografia, Edigraf, Milano),
- Formato
- 425 x 310 mm,
- Edición
- Edizione originale.
- Materia
- Contestazione, 1968 e 1977
- Descripción
- fascicoli autocopertinati fermati con due punti metallici,
- Primera edición
- True
Descripción
PERIODICOEdizione originale.Collezione composta dai numeri 1 e 2 dell’Anno I (1967) e 3, 4, 5 dell’Anno II (1968). Normali bruniture ai fascicoli e qualche strappetto perimetrale, ma per il resto in ottimo stato. Numero 2 completo dell’inserto «Aimé Césaire - Ritorno al paese natale»; Numero 3 con inserto «Jean Pierre Faye - Colori piegati»; Numero 4 con inserto «Testimonianze per dada»; Numero 5 con inserto «Jasenov e Smirnenski due poeti bulgari rivoluzionari».Con il suo comitato di redazione composto da Luigi Ariotti, Franco De Poli (anche direttore responsabile), Adele Faccio, Cesare Faccio, Bruno Galvani, Ida Garzonio, Olga Karasso, Maria Pia Matteotti, Ermanno G. Re, Doriana Saulle Gabetti, Lydia Zanetti, Adriana Zanoletti, «Il canguro. Bimestrale di cultura» avviò le pubblicazioni nel settembre-ottobre 1967. Stampato a Reggio-Emilia dalla tipografia Poligrafici e con sede a Milano in via Andrea Costa, il periodico legato alla contestazione si presentò all’esordio con un numero dedicato per metà a Wilhelm Reich. In chiusura, l’editoriale «Significato di un canguro» recita: «Wilhelm Reich, al quale “il canguro” dedica quasi metà del suo primo numero, potrebbe essere la bandiera e il programma di una rivista. Proprio per questo, a Reich, al suo pensiero, agli sviluppi delle sue intuizioni, intendiamo dedicare parecchio anche del nostro spazio futuro. [.] Resta da spiegare il significato di una testate: che, è bene dirlo subito, non ha reconditi sensi antropologici o zoologici. Semplicemente la nostra rivista “contiene” un inserto, o più inserti, che saranno via via dedicati a opere brevi: narrative, poetiche, saggistiche, o di testimonianza, e possibilmente anche alle arti figurative».