Il libro dei morti degli antichi egizi
Il libro dei morti degli antichi egizi
Formas de Pago
- PayPal
- Tarjeta de crédito
- Transferencia Bancaria
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Detalles
- Año de publicación
- 1956
- Autor
- Kolpaktchy Gregorio
- Editores
- Ceschina - Milano
- Formato
- 24x17cm
- Materia
- Egittologia
Descripción
Ristampa con lettera prefazione di M. Etienne Drioton, versione italiana di Donato Piantanida Compilazione di formule che potevano essere magicamente utili al defunto nell'altro mondo. Il Libro dei morti si formò nell'ambito di una tradizione di manoscritti funerari risalenti all'Antico Regno dell'Egitto. I primi testi funerari furono i Testi delle piramidi, impiegati per la prima volta nella piramide del faraone Unis della V dinastia (morto intorno al 2350 a.C.); tali testi erano scolpiti sulle pareti delle camere sepolcrali all'interno delle piramidi dei soli faraoni (e, a partire dalla VI dinastia, di importanti "spose reali"). Molti dei Testi delle piramidi furono redatti con geroglifici oscuri e inusuali; molti segni raffiguranti esseri umani o animali venivano lasciati incompleti o mutilati per impedire, simbolicamente, che arrecassero un qualsiasi danno al sovrano defunto. Lo scopo dei Testi delle piramidi era aiutare il re a prendere il proprio posto fra gli dei, in particolare a riunirsi con Ra, il suo genitore divino; l'aldilà era immaginato, in tale fase storica, nei cieli, non come l'oltretomba sotterraneo descritto nel Libro dei morti. Alla fine della VI dinastia i Testi delle piramidi cessarono di essere un'esclusiva dei faraoni e furono adottati anche da nobili, alti funzionari e governatori locali (nomarchi). In brossura con sovraccoperta illustrata. Pp. 339. Buone condizioni.