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IL MONTE NERO CANTI TRE DI NICCOLÒ IVELLIO. VENEZIA PER FRANCESCO ANDREOLA STAMPATORE REGIO.

Libros antiguos y modernos
D’Ivellio, Niccolò (Spalato 1767 - Dopo Il 1830)
PER FRANCESCO ANDREOLA STAMPATORE REGIO., 1806
300,00 €
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Detalles

  • Año de publicación
  • 1806
  • Lugar de impresión
  • Venezia
  • Autor
  • D’Ivellio, Niccolò (Spalato 1767 - Dopo Il 1830)
  • Editores
  • PER FRANCESCO ANDREOLA STAMPATORE REGIO.
  • Materia
  • Montenegro, Balcani, napoleonica
  • Descripción
  • Sparse fioriture e qualche tenue gora ma complessivamente ben conservato, genuino esemplare in barbe. Modesta legatura coeva.

Descripción

In quarto cm 25 x 19, legatura ottocentesca in mezza pergamena con angoli, titoli dorati sul dorso e su tassello, pp XVI 80, antiporta incisa. Segnatura (*)4 **4 A-E4. Sparse fioriture e qualche tenue gora ma complessivamente ben conservato, genuino esemplare in barbe. Raro poemetto del giureconsulto di famiglia dalmata afferente alla nobiltà marinara veneziana Niccolò (o Nicola) Ivellio, che lasciò numerosi componimenti d’occasione oltre ad alcune opere dedicate alla storia e alle vicende politiche a lui contemporanee della Dalmazia e dell’oriente adriatico. Dopo aver lamentato la rovina della sua patria a seguito della caduta della Serenissima (Le sventure della Dalmazia nell’anno 1797, Venezia 1798) l’Ivellio assunse posizioni filo-francesi e parve individuare in Napoleone la speranza di un nuovo ordine per la regione: NAPOLEONE I IL GRANDE Imperatore dei Francesi e Re d’Italia figura in ermellino e corona d’alloro all’antiporta incisa, ed è oggetto di un’epistola dedicatoria che occupa le prime pagine di questo volumetto dedicato al Montenegro. Tanto nelle brevi NOTIZIE STORICHE INTORNO AL MONTE NERO (pp XII-XVI) quanto nei tre canti poetici l’autore ostenta un certo esagerato ossianismo mettendo in relazione la fierezza, lo spirito guerresco, le superstizioni e gli usi del popolo montenegrino con il selvaggio paese plasmato dalla maestosa orridezza della Natura; l’Ivellio inoltre spende velenose parole contro i vladika, principi-vescovi che governano il Montenegro rendendone i sudditi i vili strumenti de’ [loro] disegni e auspica l’avvento di Napoleone che porterà un raggio di luce feconda nella densa notte che avvolge i popoli del Monte Nero liberandoli dallo stato di barbarie e dal dispotismo (non a caso il vladika dell’epoca, Pietro I di Cettigne, fu un deciso oppositore di Bonaparte, alleato della Russia e Sesta Coalizione fino alla vittoria contro i Francesi all’assedio di Cattaro nel 1813). Valentinelli, Bibliografia della Dalmazia e del Montenegro (Zagabria 1855), n. 1673; Moschini, Della letteratura veneziana, T. IV, p. 102; Dandolo, La caduta della Repubblica di Venezia, p. 296; una velenosa recensione di Girolamo (o Niccolò) Da Rio si trova nel Giornale dell’italiana letteratura del 1806: «per quanto l’Aut. nelle sue notizie storiche ci dipinga il Monte Nero come degnissimo di far le delizie d’un’anima ossianesca … non ci persuaderemo mai di lodare nè il Monte Nero, nè i canti tre del sig. Ivellio».

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