Il testamento di Dio.
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Detalles
- Año de publicación
- 1979
- Lugar de impresión
- Milano
- Autor
- Lévy Bernard-Henri.
- Editores
- SugarCo
- Conservación
- Como nuevo
- Condiciones
- Usado
Descripción
301 p. ; 21 x 14 cm. Bordi, 3. L'autore attraverso una analisi del totalitarismo nei suoi fondamenti «pagani e politeistici», attraverso lo smontaggio dei paradossi su cui poggiano ad esempio alcune posizione della «autonomia» - politica, libertaria e dogmatica insieme, negatrice dello Stato e sua più fervida sostenitrice - il filosofo francese tocca questioni che coinvolgono anche il nostro Paese, con la sua abile spregiudicatezza che ha già destato tante polemiche. Così per Lévy i «nuovi comunisti», quelli italiani appunto, «non sono più gli ultimi professionisti della conquista del Politico ma i primi specialisti della gestione del sociale: l'altra faccia di questa gestione è la diffusione capillare degli avvertimenti, l'appiattimento del Politico sul civile, il perfetto sposalizio tra l'apparato e la vita di tutti i giorni, insomma la forma compiuta del terrore spirituale». Il culto del Politico nasce dall'idolatria e dal nichilismo: allora il Politico giustifica tutti gli orrori, da Roberspierre a Mao, da Hitler a Stalin, fino al «fascista» Khomeini. «Il fatto che la Bibbia sia il libro della resistenza del nostro tempo vuol dire che la principale contraddizione entro cui questa nostra epoca si annoda e si mette in gioco è quella tra paganesimo e monoteismo». «Il monoteismo», conclude Lévy, «è il pensiero di resistenza della nostra epoca perché propone una definizione del male, una dottrina della giustizia, un'etica e una metafisica del tempo». Titolo originale dell'opera: «Le Testament de Dieu». Traduzione dal francese di Emilia Cerutti, Franco Baldini e Lonio Rizzo . Brossura editoriale, coperta in cartoncino flessibile colorato e plastificato lucido. Codice libreria 10112.