Il verbo è mio. I venticinque anni del Laboratorio di lettura e scrittura creativa del Carcere di Milano-Opera
Il verbo è mio. I venticinque anni del Laboratorio di lettura e scrittura creativa del Carcere di Milano-Opera | Libros antiguos y modernos | Mauro Raimondi, Adolfo Ceretti
Il verbo è mio. I venticinque anni del Laboratorio di lettura e scrittura creativa del Carcere di Milano-Opera
Il verbo è mio. I venticinque anni del Laboratorio di lettura e scrittura creativa del Carcere di Milano-Opera | Libros antiguos y modernos | Mauro Raimondi, Adolfo Ceretti
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Detalles
- Año de publicación
- 2022
- ISBN
- 9788893466295
- Autor
- Mauro Raimondi
- Páginas
- 276
- Serial
- Varia
- Editores
- La Vita Felice
- Formato
- 216×144×20
- Materia
- Pene e punizioni, Reinserimento dei delinquenti, Scrittura creativa e manuali di scrittura creativa, Milano
- Prologuista
- Adolfo Ceretti
- Conservación
- Nuevo
- Idiomas
- Italiano
- Encuadernación
- Tapa blanda
- Condiciones
- Nuevo
Descripción
«Con questo libro, Il verbo è mio. I venticinque anni del Laboratorio di lettura e scrittura creativa del Carcere di Milano-Opera, curato da Mauro Raimondi, si celebra un quarto di secolo – il medesimo arco di tempo che ci divide dal possibile approdo umano su Marte – di un’impresa scientificamente meno ingegnosa di una missione spaziale ma che ha permesso per cinque lustri a decine di persone – recluse e non – di navigare, ogni sabato mattina, in una dimensione relazionale e interiore decisiva per una vita buona da vivere: quella dedicata alla lettura, alla creatività della scrittura, alla riflessione sulla parola elaborata in prima persona o da altri su temi costitutivi della nostra esistenza. L’amore, la libertà, la felicità, la paura, l’incertezza, la lontananza da Dio, la nostalgia del proprio padre, i ricordi, il silenzio, i rimorsi, il rimpianto, la rabbia, i desideri, la luce, il calore, l’anima, i sogni, il futuro sono stati messi uno dopo l’altro a tema, ascoltati e analizzati con cura, premura e, soprattutto, senza psicologismi. Al contrario, è stata la capacità maieutica di Silvana Ceruti, sostenuta da decine di volontari e amici del Laboratorio, a effondere l’energia necessaria alle persone recluse anche per fatti molto gravi ad avviare e svolgere quello che, nel mio linguaggio, definisco un percorso “cosmologico”: usare la parola per oltrepassare l’esistente, scavare oltre le dimensioni reificanti della vita quotidiana e incontrare il fondamento del proprio rapporto con il mondo, con il nucleo del nostro dialogo con noi stessi e con i nostri “altri significativi” – cioè a dire le persone che hanno contato e/o contano per noi nel corso dell’esistenza.» (dalla prefazione di Adolfo Ceretti)