L’Appennino (1943 - 1958)
L’Appennino (1943 - 1958)
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Detalles
- Año de publicación
- 1958
- Lugar de impresión
- Padova,
- Autor
- Arcangeli, Gaetano
- Páginas
- pp. 76 [4].
- Serial
- collana «Poeti», 7,
- Editores
- Bino Rebellato Editore,
- Formato
- in 16°,
- Edición
- Prima edizione.
- Materia
- Poesia Italiana del '900
- Descripción
- brossura con sovracoperta,
- Primera edición
- True
Descripción
LIBROPrima edizione.CON AUTOGRAFO.Più che buon esemplare (aloni verdi alla prima e all’ultima carta in corrispondenza dell’ala della sovracoperta, molto lieve nel primo caso, più vistosa nel secondo; segni d’umidità alle carte che non intaccano minimamente il colore delle pagine o la leggibilità del testo). Dedica autografa dell'autore a Elio Pagliarani: «A Elio Pagliarani, cordialmente Gaetano Arcangeli[.] Bologna, il 3 novembre 1958». Conserva: un invito del 1963 per la presentazione della raccolta successiva di Arcangeli, «L’Appennino e altre poesie» (seconda edizione di questa raccolta); la fascetta editoriale; un biglietto da visita di Gaetano Arcangeli; un volantino stampato in occasione di «un trebbio poetico per Gaetano Arcangeli» tenuto a gennaio 1959, durante il quale furono lette alcune poesie dell’autore; Arcangeli stesso scrive sul programma «1» e una pone una parentesi graffa di fianco all’elenco di sue poesie e aggiunge a fondo pagina a mo’ di nota: «1. Dal mio ultimo volume di poesie «L’Appennino» (editore Rebellato)». Intervento autografo di Pagliarani a pagina 23, che corregge a penna «quatro» aggiungendo una «t».Raccolta di versi che prende il titolo della prima delle due sezioni («L’Appennino» e «La rondine», con una poesia, «Amore, presto, sono.», a separare le due). La prima sezione prende a sua volta il titolo dal poemetto in nove parti che la chiude, in cui è «lo spettacolo della montagna desolata dall'emigrazione e sconvolta, "offesa" dal turismo di massa a configurare il destino dell'uomo secondo un altro rapporto di identificazione e di sofferenza presaga con la natura; un sentimento di fine, di perdita percorre «L'Appennino», con le sequenze lirico-narrative che parlano della montagna consumata dallo squallore della decadenza (le "cime" dai nomi vanamente superbi, i borghi spenti, spopolati, in preda all'abbandono, al non esistere)» (Renato Bertacchini, «Barolini», voce del «Dizionario biografico degli Italiani», volume 34, 1988).