L’equivalente. Racconto di Corrado Costa
L’equivalente. Racconto di Corrado Costa
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Detalles
- Año de publicación
- 1969
- Lugar de impresión
- Milano,
- Autor
- Costa, Corrado
- Páginas
- pp. 81 [3].
- Serial
- collana «Denarratori», n. 2,
- Editores
- Vanni Scheiwiller,
- Formato
- in 16°,
- Edición
- Prima edizione.
- Materia
- Narrativa Italiana del '900
- Descripción
- brossura originale con alette con disegno inedito “Regina” 1962,
- Primera edición
- True
Descripción
LIBROPrima edizione.Esemplare numero 822 di 1000 in ottimo stato (solo sporadiche fioriture alle prime e alle ultime carte bianche). Conserva il pergamino protettivo.«L’equivalente» di Corrado Costa è aperto in esergo da una citazione per nulla banale e per nulla casuale. Sono infatti poche parole prese dalla “Prefazione” alla Terza parte dell’«Etica» di Spinoza a introdurre il lettore a questo racconto pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1969: «ac si quaestio de lineis, planis aut de corporibus esset», ovvero «come se si trattasse di linee, piani e corpi». È lo Spinoza filosofo geometrico a parlare qui, dichiarando la propria volontà di indagare ed esporre le passioni umani come fossero corpi geometrici scomponibili e chiaramente analizzabili nei loro elementi costitutivi. E analogo è il movimento di Costa in questo testo, benché qui la chiarezza lasci il posto alla claustrofobica riduzione dell’esistenza a punto e agglomerato di punti:« […] basta considerare che se tutti i punti, il sistema me e meno me, dovessero indicare essere indicati, costituire essere costituiti stabilire essere stabiliti così come io sono più o meno me e così come io non sono più o meno me dentro lo stesso avvenimento che non c’è e si spinge attorno sta seduto apre la stanza occupata dal mio letto nuziale e questo punto del sistema fosse contemporaneo a ogni punto me prima o dopo di […]» (dalle pagine iniziali del libro).