La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme.
La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme.
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Detalles
- Año de publicación
- 1992
- ISBN
- 8807081113
- Lugar de impresión
- Milano
- Autor
- Arendt Hannah.
- Editores
- Feltrinelli
- Conservación
- Bueno
- Condiciones
- Usado
Descripción
316 p. ; 22 x 14 cm. Saggi/Feltrinelli. Otto Adolf Eichmann, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo in aereo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di quindici imputazioni, avendo commesso, "in concorso con altri", crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l'umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista, in particolare durante la Seconda guerra mondiale. Hannah Arendt va a Gerusalemme come inviata del "New Yorker". Assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il giornale sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro al caso Eichmann. Ne nasce un libro scomodo: pone le domande che non avremmo mai voluto porci, dà risposte che non hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. Il Male che Eichmann incarna appare alla Arendt "banale", e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori più o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. I macellai di questo secolo non hanno la "grandezza" dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano. Titolo originale dell'opera: «Eichmann in Jerusalem: a report on the banality of evil». Traduzione di Piero Bernardini. Brossura editoriale, coperta illustrata a colori in cartoncino flessibile plastificato. Codice libreria 10333.