La Ciropedia tradotta da Francesco Regis professore di letteratura italiana nell'Accademia di Torino e membro dell'Accademia Imperiale delle Scienze, Lettere e Belle Arti
La Ciropedia tradotta da Francesco Regis professore di letteratura italiana nell'Accademia di Torino e membro dell'Accademia Imperiale delle Scienze, Lettere e Belle Arti
Formas de Pago
- PayPal
- Tarjeta de crédito
- Transferencia Bancaria
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Detalles
- Año de publicación
- 1809
- Lugar de impresión
- in Torino
- Autor
- Senofonte
- Editores
- dalla Stamperia di Vincenzo Bianco
- Materia
- Letteratura greca, Pedagogia, Volgarizzamenti
- Sobrecubierta
- False
- Conservación
- Excelente
- Idiomas
- Italiano
- Copia autógrafa
- False
- Impresión bajo demanda
- False
- Condiciones
- Usado
- Primera edición
- False
Descripción
2 voll. in-8°, pp. (10), 288, (4); (2), 328, (6); brossure originali azzurre con titolo manoscritto ai dorsi. Dedicatoria a Napoleone. Bella copia in barbe. Prima edizione del volgarizzamento del Regis della celebre opera senofontea sull'educazione di Ciro il Grande, al confine fra il romanzo storico e la trattazione pedagogica. La figura di Ciro diviene quasi l'incarnazione del principe ideale. 'Quest'opera ha avuto grande fortuna presso antichi e moderni. Per la perizia con la quale sono trattate le parti di tecnica militare, la predilessero grandi generali romani, come Scipione e Lucullo, mentre il Machiavelli la prese a modello nel comporre la Vita di Castruccio Castracani' (Carla Schick in Dizionario Bompiani delle Opere, II, 269-270). Il Regis (Montaldo di Mondovì, 1749-Torino, 1811) fu letterato, professore di eloquenza italiana e greca nell'Università di Torino e socio dell'Accademia delle Scienze di Torino. Hoffman, III, p. 605. Gamba, 2672: 'Originale e corretta edizione, dall'A. dedicata all'imperatore Napoleone. L'Accademia della Crusca avrebbe giudicata degna de' primi onori questa versione elegante, se non fosse stato vietato di coronare i volgarizzamenti. La lodò molto Carlo Boucheron in una sua Orazione.'.