La fortuna ombreggiata, e socciata con l'Honestà, e col valore
La fortuna ombreggiata, e socciata con l'Honestà, e col valore
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Detalles
- Año de publicación
- 1703
- Lugar de impresión
- In Venetia,
- Autor
- Lupis, Antonio
- Páginas
- pp. [8] 320; grande testatina incisa a p. 1, belle lettrines e bei finalini xilografici.
- Editores
- Per Girolamo Albricci,
- Formato
- in 8°,
- Edición
- Edizione originale.
- Materia
- Letteratura Antica
- Descripción
- cartonato rustico coevo con nervi passanti; titoli manoscritti al dorso,
- Primera edición
- True
Descripción
LIBROEdizione originale.Bell’esemplare in barbe; gora all’angolo inferiore esterno delle prime carte e fisiologiche fioriture marginali passim. Al piatto, cifre vergate in inchiostro bruno da mano antica; alla guardia superiore e all’occhietto, mano moderna firma in lapis «Pascucci».Rarissima opera morale e allegorica di Antonio Lupis, pubblicata postuma e dichiaratamente «ritrovata nel gabinetto del medesimo autore doppo la sua morte». Il volume si colloca nell’ultima fase della produzione del Lupis e ne rappresenta una sorta di testamento etico-letterario, in cui confluiscono i temi ricorrenti della sua scrittura: l’instabilità della Fortuna, la virtù come unico argine all’ingiustizia del mondo, e la dialettica – tipicamente secentesca – tra valore individuale e riconoscimento sociale. Una riflessione, in squisita forma narrativa, sulla Fortuna “ombreggiata”, cioè oscurata, temperata e corretta dall’Honestà e dal Valore, secondo un impianto che richiama tanto la trattatistica morale quanto la prosa allegorica barocca. L’opera si inserisce coerentemente nel filone della “pittura morale” e delle prose edificanti che Lupis aveva frequentato negli anni bergamaschi, dopo la fine della protezione del Loredano e il declino dell’Accademia degli Incogniti. La stampa postuma del 1703 costituisce un terminus ante quem per la morte dell’autore, generalmente collocata nel dicembre 1701 a Bergamo. Proprio la pubblicazione tardiva, unita alla perdita del principale circuito di promozione veneziano garantito in precedenza da Giovan Francesco Loredano, spiega la estrema rarità dell’edizione, scarsamente circolata già all’epoca e oggi censita in pochissimi esemplari. Opera segnalata più recentemente come rarissima, sistematicamente assente nelle bibliografie antiche, con solo quattro esemplari censiti in OPAC SBN. Tra le pochissime localizzazioni note figurano biblioteche pubbliche di grande deposito.L. Spera, Antonio Lupis (sec. XVII): un apprendista tra gli Incogniti di Venezia, «Romanica Cracoviensia», 12 (2012), 262-270.