La Libia d’oro. Scene storico-politiche
La Libia d’oro. Scene storico-politiche
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Detalles
- Año de publicación
- 1868
- Lugar de impresión
- Milano,
- Autor
- Rovani, Giuseppe
- Páginas
- pp. 400.
- Editores
- Stabilimento Redaelli della Società Chiusi e Rechiedei,
- Formato
- 16°,
- Edición
- Prima edizione.
- Descripción
- brossura originale color albicocca stampata in nero ai piatti e al dorso, titoli in bella cornice tipografica,
- Primera edición
- True
Descripción
LIBROPrima edizione.Ottimo esemplare (minime fioriture passim), molto fresco.Spin off insurrezionale dei Cento anni, La Libia d’oro uscì a puntate tra il gennaio e il dicembre 1865 sulla «Gazzetta ufficiale di Milano», per poi essere stampato in volume presso Chiusi e Rechiedei. Rovani riprende qui le vicende di Andrea Suardi e Mauro Bichinkommer, due personaggi laterali del precedente romanzo dipinti alla foggia degli scapigliati, e costruisce un racconto fatto di intrighi e società segrete tese a scagliarsi contro l’ordine di cose per favorire l’avvento di regimi liberali. Accanto ai due giovani agiscono sulla scena alcuni tra i più importanti uomini politici del tempo, come Francesco I, lo Zar Alessandro I, Carlo Alberto e il Granduca Leopoldo: «disegnando le grandi figure storiche che affollano il nuovo racconto [Rovani] si propone, come nei Cento anni, di vederle nell’intimità più che nella loro ufficialità; il collegamento dei fatti pubblici con quelli privati è costantemente sottolineato» (Mariani, Storia della scapigliatura, p. 193). -- Con una prosa molto tesa e ricca di colpi di scena, «La Libia d’oro ha l’indiscutibile privilegio di proporre al lettore un tipo di racconto che conserva costantemente un altissimo grado di tensione e che offre pagine di notevole carica drammatica, tra le più vibranti della narrativa del secondo Ottocento» (ivi, p. 198). Carlo Cordié, a cui si devono fondamentali studi sul romanzo, arrivò a dire: «Non avrebbe torto un lettore sentimentale, tanto più se ambrosiano e tenace alle tradizioni [.] a cogliere in Giuseppe Rovani, storiografo della Compagnia della Teppa, quella scaltrezza narrativa e quella mobilità di scorci che sono la sua cosa migliore. Per quanto riguarda le sole ragioni dell’arte – all’alba della scapigliatura – esse possono suscitare consensi anche nei lettori di oggi» (Cordié, Nota su La Libia d’oro, p. 85).C. Cordié, «Nota su “La Libia d’oro”di Giuseppe Rovani», in «Lettere Italiane», 17/1 (1965), pp. 66-85; Della Bianca, «Giuseppe Rovani», in «Otto/Novecento», pp. 120-1. Mariani, «Storia della scapigliatura»