La voce della greggia di Pistoja e Prato al suo pastore monsignor Vescovo Scipione de' Ricci.
La voce della greggia di Pistoja e Prato al suo pastore monsignor Vescovo Scipione de' Ricci.
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Detalles
- Año de publicación
- s.d. [1789]
- Lugar de impresión
- Sondrio
- Autor
- [CELLESI, Fabrizio de'']
- Editores
- In Sondrio, alla Nuova stamperia, s.d. (ma 1788),
- Materia
- Libri Antichi
- Conservación
- Bueno
- Idiomas
- Italiano
- Encuadernación
- Tapa dura
- Condiciones
- Usado
Descripción
>in-8 piccolo (195x130 mm), pp. (4), 138, (2), brossura originale, entro cartonato d'attesa verde. Edizione senza data, ma presumibilmente impressa nel 1788 (cfr. cA1 r: "Corre ormai l'ottavo anno...") poiché Scipione de' Ricci fu vescovo di Pistoia e Prato dal 1780 al 1791 ed ivi propose numerose riforme ispirate alla dottrina giansenista. Tra le sue molte iniziative De Ricci abolì alcuni ordini religiosi, fece sconsacrare antiche chiese nel centro di Pistoia e convertite ad uso civile, contrastò il culto del Sacro Cuore e convocò un sinodo, passato alla storia come Sinodo di Pistoia, animato dal teologo Pietro Tamburini; tali drastiche riforme gli causarono critiche ed ostilità prima dal clero toscano e poi dal Papa, fino a che nel 1791 rinunciò alla diocesi. Questo libello, impresso in forma anonima e, in questa probabile prima edizione anche senza data, si inserisce in quell'accesa polemica e vuole difendere il popolo di Pistoia dalle accuse di "1) abusi, 2) (esser) nemici di ogni riforma, 3) d'animosità contro il nostro Vescovo, 4) d'ignoranti de' doveri verso la stessa Sovranità" (cfr. p.3). Ottimo esemplare in barbe, una piccola macchia al margine inferiore sinistro che interessa poche carte. Melzi, III, 263. ICCU: 5326.