Lettera autografa firmata, inviata a un’ammiratrice
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Detalles
- Año de publicación
- 1990
- Lugar de impresión
- s.l.,
- Autor
- Gassman, Vittorio
- Páginas
- 1 foglio (210x300 mm) scritto al recto in inchiostro blu. Busta conservata, compilata dallo stesso Gassman.
- Materia
- Lettere e cartolineCinema Teatro etc.
Descripción
AUTOGRAFOOttimo esemplare.Lettera profonda e molto personale, scritta da Gassman in risposta a un messaggio di apprezzamento per il suo libro «Memorie del sottoscala». Emerge con grande sincerità il suo «malessere profondo», dovuto alla depressione di cui soffrirà per tutta la vita, descritto anche nel romanzo, una sorta di «autoanalisi» che pare avergli alleviato le sofferenze. «Cara Maria Teresa, La ringrazio della lettera affettuosa, e degli auguri che Le ricambio sinceri. Spero che troverà un’uscita dal suo tunnel di depressione, come mi sembra di aver trovato io dopo due anni di malessere profondo, e forse un po’ anche grazie all’autoanalisi di cui è consistita la stesura del mio romanzo. Credo che il lavoro, e la curiosità intellettuale in genere, siano gli aiuti migliori per superare certe problematiche. Buona fortuna, e un saluto molto cordiale che La prego di estendere al vecchio amico Carrara. Il suo Vittorio Gassman». ---- Allegata la lettera dell’ammiratrice, sig.ra Maria Teresa Gelli: «Roma, 10 aprile 1990. Gentilissimo e grandissimo Maestro, chi Le scrive è quella Maria Teresa Gelli (un po’ scrittrice e po’ attrice, sia pure con mutevole e spesso avversa fortuna) che si rivolse a Lei anni fa in varie occasioni e sempre Lei, così grande anche in questo, mi rispose, a differenza di gente del mondo artistico mille volte meno celebre e di valore di Lei. [.] Le scrivo ancora per manifestarle la profonda emozione che la lettura del suo libro “Memorie del sottoscala” mi ha prodotto, insieme al Suo recital per Salvo Randone. Il romanzo mi ha veramente turbato, commosso ed emozionato perché io, che da anni soffro di una grave depressione [.] mai avrei immaginato che un Artista baciato da tanta gloria in ogni campo, quale Lei è, completo in tutto e gratificato da milioni di consensi, potesse soffrire o aver sofferto del mio stesso male [.]».