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Liberi Tutti 20 anni di moda spettacolo

Libros antiguos y modernos
Giannino Malossi
Mondadori, 1987
350,00 €
(Vigevano, Italia)
Cerrado hasta 5 de febrero de 2026.

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Detalles

  • Año de publicación
  • 1987
  • Autor
  • Giannino Malossi
  • Editores
  • Mondadori

Descripción

Giannino Malossi, Liberi tutti. 20 anni di moda spettacolo. Prefazione di Natalia Aspesi. Arnoldo Mondadori editore, Milano, 1988, pp. 149
Per capire le ragioni di un libro, di uníindagine critica su Fiorucci, occorre fare, innanzitutto, alcune precisazioni storiche sullíevoluzione del gusto e del costume in questo secolo. I tre pi˘ significativi avvenimenti che lo caratterizzano sono: la fine dellíAlta Moda francese (il ciclo che si conclude negli anni ë60 con la scomparsa di Chanel, Dior, Balenciaga), líaffermazione del pret-‡-porter industriale (dal 1975 in poi, Armani e il ìMade in Italyî), e Fiorucci (dal 1968 al 1977). Dopo il 1945, al termine della seconda guerra mondiale, si compie, con la ricostruzione post-bellica, la riformulazione dei codici comportamentali e culturali. Christian Dior lancia il suo opulento e sensazionale ìNew Lookî. Dior Ë il nuovo stilista francese incaricato di restaurare il prestigio dalla couture parigina in Europa. (Sar‡ lo stesso Dior ad aprire una filiale negli USA iniziando la produzione in serie del pret-‡-porter). Il diffondersi perÚ del nuovo modello di societ‡ consumistica, di importazione americana, indebolisce le tradizionali distinzioni di classe a cui si atteneva líAlta Moda prima della guerra. Allíinizio degli anni ë60 emerge e si afferma un nuovo e vasto gruppo sociale: i giovani.
Culturalmente indipendenti e liberi da ogni convenzione, i giovani stimolano un generale rinnovamento del mercato. » la fine dei diktat stilistici (nonostante lo stilismo vero fosse ancora identificato con líAlta Moda), Ë la voglia di prodotti nuovi che esprimano vitalit‡ e fantasia. Molti impulsi alla formazione di una contro-cultura giovanile erano arrivati negli anni ë50 dagli Stati Uniti. LíAmerica aveva prodotto il rockíníroll, il nuovo gergo, i nuovi eroi, i blue jeans. Ma la vera esplosione si avr‡ con la ìSwinging Londonî, punto focale di questa nuova cultura. Fiorucci, conscio di tutto questo, lo rielabora progettando uníoperazione di moda rivoluzionaria. La sua strategia stilistica non si baser‡ pi˘ sullíinvenzione di forme nuove, ma sullíosservazione di tutti i segnali che provengono dal costume giovanile e sulla loro manipolazione tramite spostamento del segno. Fiorucci crea una sua metodologia progettuale basandosi sul: A ñ ridisegno dei prodotti industriali esistenti trasformando
le valenze funzionali in valenze ludiche. (Processo di estraneamento). B ñ materializzazione delle visioni dellíimmaginario giovanile. (Mixed-Up,
Mass-Culture). C ñ riciclaggio del segno e dello stilema (dal cinema, dai fumetti, dal design, dalle uniformi militari, dagli abiti da lavoro). D ñ rielaborazione del costume in moda con lo postamento della forma, del colore, del materiale, dellíuso.
Il ìsistemaî Fiorucci Ë il rifiuto di tutte le regole e di tutti i valori della moda tradizionale. La moda pop (Carnaby Street, Kingís Road) non era mai riuscita a realizzare i suoi intenti, a trasformarsi cioË in una operazione industriale. Elio Fiorucci diventa il guru della moda pop. Questo giovane imprenditore illuminato industrializza la moda pop trasformandola in moda di massa. » il successo commerciale, e Fiorucci diventa il termine di riferimento pi˘ imitato, per il mercato alternativo e giovanile, da tutti gli altri operatori internazionali. La veloce diffusione di questa nuova moda Ë dovuta, gran parte, allíintervento
che Fiorucci compie sullíimmagine dellíazienda. La Corporative Image. La sua strategia aziendale prevede, infatti, investimenti equamente divisi tra il 50% prodotto e il 50% immagine.
I prodotti, gli abiti, devono essere ìveicoli di notizieî, oggetti che provocano interesse, non solo merce da reclamizzare. Líimmagine dellíazienda viene affidata, invece, a talenti internazionali quali Antonio Lopez, Pater Sato, Keith Haring, Peter Knapp, Warhol, e si materializza nei bellissimi poster, adesivi, shopping bag, merchandising di vario genere. Mendini, Sottsass, e altri designer famosi, sono incaricati dellíallestimento delle vetrine. (Lo Studio Sottsass progetta e realizza i negozi Fiorucci in franchising). La presentazione delle collezioni avviene allo Studio 54 di New York, la discoteca pi˘ glamour di quegli anni. Fiorucci Ë il primo creatore di moda pop che lavora per un sistema industriale (ìFiorucci per Fiorucciî). Pur non essendo uno stilista, ha dato vita ad un concetto di moda cosÏ potente da inglobare gli altri creatori allíinterno del suo stile. Líazienda Fiorucci diventa un laboratorio internazionale di ricerca a cui collaborano consulenti stilistici importanti come Barbara Hulanicki di Biba, Vivienne Westwood, e a New York, Betsey Johnson. Il cliente di Fiorucci, consumatore di moda per eccellenza, avverte questa ricerca e si aspetta da Fiorucci líinformazione di moda. » significativo come il termine ìFiorucciî, nel gergo della moda, diventi un aggettivo che serve a definire gli abiti che riflettono la sua teoria, pur non avendo la sua etichetta. Questa Ë la prima volta che avviene nella storia della moda. Líaggettivo ìFiorucciî non rappresenta uno stile (come succede ad esempio con líaggettivo ìChanelî che viene adoperato per indicare un manierismo chanelliano), rappresenta piuttosto una teoria, un mood. Ricercare una stilematica fiorucciana in questo senso Ë uníoperazione errata.
Non Ë ìmolto Fiorucciî chi indossa un abito tagliato secondo questa o quella foggia e seguendo un canone gi‡ stabilito. » ìmolto Fiorucciî chi invece segue il velocissimo turn-over dei messaggi estetici lanciati dalle industrie culturali (periodici di moda, immagine, design, líindustria del rock, il cinema) che viaggiano in ritmo sincronico con la moda. Líestetica fiorucciana ha la qualit‡ e la velocit‡ dellíinformazione trasmessa dai media delle industrie culturali. » uníestetica ìinformaticaî, non Ë la moda, Ë il suo continuo divenire. Giannino Malossi in Liberi Tutti, ci restituisce il gusto e la bellezza delle immagini di Fiorucci che pi˘ amiamo.
Accentua, forse troppo, líaspetto spettacolare dellíoperazione Fiorucci. Fiorucci Ë multimediale dal punto di vista della comunicazione, della notizia, e non dello spettacolo. Non ha mai fatto pubblicit‡, almeno non come la si intende comunemente. I suoi canali pubblicitari sono stati quelli da lui inventati, come i poster, gli adesivi, ecc. Fiorucci Ë stato il fenomeno stilistico pi˘ complesso e innovativo del ë900. La pi˘ importante evoluzione del gusto nellíera informatica.
Líimprenditore che ha rischiato pi˘ di tutti, rivoluzionando pi˘ cose di tutti: líabolizione delle sfilate, delle scadenze stagionali, líinvenzione del catalogo, del video. Se Ë possibile fare un discorso di critica estetica per il cinema, per líarte, perchÈ non fare altrettanto per la moda? Fino a quando durer‡ il binomio qualunquista moda = frivolezza? Se una nota industria riesce a fare una mostra sulla cultura progettuale di una caffettiera.
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