Manifeste des Peintres Futuristes
Manifeste des Peintres Futuristes
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Detalles
- Año de publicación
- 1910
- Lugar de impresión
- Milan,
- Autor
- Aa Vv (Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini)
- Páginas
- un bifolio per pp. [4].
- Editores
- “Poesia” - 2, rue Senato (Poligrafia Italiana),
- Formato
- 290 x 230 mm,
- Materia
- Futurismo
Descripción
MANIFESTOEdizione originale, seconda tiratura.Ottimo esemplare (minuta lacerazione senza perdite all’esterno della piega centrale, fermata).Seconda tiratura con testo ricomposto in un font leggermente diverso, e caratterizzata a colpo d’occhio dal nome di Gino Severini come ultimo tra i firmatari in calce (altro dettaglio del piè di pagina: sottoscrizione tipografica in piccolo posta a destra, senza alcun numero). -- Il «Manifeste des Peintres Futuristes», assieme all’omologo in inglese «Manifesto of the Futurist Painters», detiene due primati importanti: scritto in francese da Marinetti e basato in gran parte sul ‘Manifesto tecnico della pittura’, che reca infatti la stessa convenzionale data di composizione all’«11 aprile», risulta essere il primo manifesto a pubblicare il nome di Giacomo Balla tra i firmatari, precedendo di svariati mesi (almeno cinque) le versioni corrette del ‘Manifesto dei pittori futuristi’ e del ‘Manifesto tecnico della pittura’. Inaugura inoltre un nuovo stile per la titolazione dei manifesti: utilizzato regolarmente fino a metà 1912, anche nei primi due manifesti stampati nella nuova tipografia Taveggia (‘Femme futuriste’ e ‘Donna futurista’), fu lo stile scelto da Marinetti per la prima carta intestata del Movimento futurista, creata alla fine del 1911: «The typeface used in the letterhead is, however, quite uncommon and merits a closer look. […] Why did Marinetti select this particular typeface for the letterhead? […] What was specifically ‘Futurist’ in the choice of this typeface? […] In the first run of the manifestos […] the majority of titles are created using the same typeface of the Futurist letterhead […]. Apparently, maintaining the same font for the heading of the leaflets was the result of an explicit decision on the part of Marinetti. […] the fact that [Futurists’] identity as movement, typographically spelled out on their letterhead, carried with it the visual echo of the manifestos that they had diffused until then is an element that should not be overlooked» (Versari). -- Il nome di Balla fu il risultato di una scelta resa stringente proprio dall’imminenza del lancio del manifesto francese (circa 10 maggio), con Bonzagni che aveva abbandonato il gruppo nei pressi della quarta serata futurista (Napoli 20 aprile) e Balla che ancora non figura nei comunicati stampa relativi all’episodio di ‘Venezia futurista’ (stampati non prima d’inizio maggio). Non sorprende, dunque, scoprire una variante relativa proprio all’inserimento del nuovo nome: in un primo momento impaginato per ultimo tra i firmatari (sequenza Boccioni-Carrà-Russolo-Severini-Balla), quindi preposto a Severini (. Balla-Severini), cosicché — mantenendo Severini quale nome di chiusura, come nel ‘Manifesto tecnico’ — si notasse meno il cambiamento. La modifica fu realizzata in una vera e propria seconda stampa, che — utilizzando un font leggermente diverso — cambia completamente lo scorrimento del testo impaginato (e introduce anche tre piccoli errori). Questa seconda stampa sembra essere stata realizzata immediatamente a seguito della prima, dal momento che su ‘Comoedia’ del 18 maggio usciva il manifesto nel primo stato (Balla ultimo tra i firmatari e testo senza i tre piccoli errori), mentre l’‘Intransigeant’ e ‘Le Matin’ del 17 maggio citano i pittori nella sequenza definitiva (con Severini ultimo).Tonini, I manifesti, 9.3 (non distingue le tirature); Versari, The Letterhead (in Futurism. A Microhistory, Oxford 2017. pp. 91–115); Coronelli, Dates and Editions of Futurist Manifestos Reconsidered: 1910–1911 (IYFS 2021, forthcoming)
Edizione: edizione originale, seconda tiratura.