Minuta manoscritta coeva non in versione definitiva dell’Atto Sovrano del 25 giugno 1860, ultimo tentativo di riforma del Regno delle Due Sicilie: amnistia politica, governo costituzionale e adozione del tricolore nazionale con stemma borbonico.
Minuta manoscritta coeva non in versione definitiva dell’Atto Sovrano del 25 giugno 1860, ultimo tentativo di riforma del Regno delle Due Sicilie: amnistia politica, governo costituzionale e adozione del tricolore nazionale con stemma borbonico.
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Detalles
- Materia
- Borbonica, Manoscritti, Regno delle Due Sicilie, Francesco II di Borbone
Descripción
Bifolio, mm 247×183, manoscritto con inchiostro nero. Carta di qualità con timbro a secco coronato “London”, riconducibile a produzione cartaria britannica dell’epoca. Datato “Portici 25 giugno 1860”. Naturali piegature di archiviazione, in buone condizioni. Documento storico di rilievo. Atto Sovrano del 25 giugno 1860: l’ultimo tentativo di riforma. Minuta manoscritta coeva, non in forma definitiva, dell’Atto Sovrano del 25 giugno 1860. Documento capitale della storia politica del Regno delle Due Sicilie, emanato negli ultimissimi mesi di governo effettivo di Francesco II di Borbone. Il testo costituisce l’ultimo, lucido tentativo di riforma dello Stato borbonico e prevede tre misure fondamentali:<BR>– concessione di amnistia per i reati politici,<BR>– incarico per la formazione di un nuovo governo costituzionale,<BR>– adozione di un nuovo vessillo nazionale a tre fasce verticali, conservando al centro le Armi della Dinastia. Di particolare rilievo è il confronto con la versione a stampa dell’atto. Tra l’altro nella minuta manoscritta la formulazione relativa ai “colori nazionali” risulta priva dell’aggettivo “Italiani”, successivamente introdotto nella redazione tipografica ufficiale. Tale variante offre una preziosa testimonianza diretta del processo redazionale e politico che precedette la promulgazione dell’atto. Il documento reca in calce una firma manoscritta “Francesco”, compatibile per grafia, posizione e ductus con autografi noti del sovrano, ma non attribuibile con certezza in assenza di perizia specifica, circostanza che non inficia il valore storico del manoscritto. La carta presenta un timbro a secco ovale con corona e dicitura “London”, indicativo di probabile produzione cartaria inglese, tipologia di alta qualità ampiamente diffusa e utilizzata in ambito governativo e diplomatico europeo nel XIX secolo. Documento di eccezionale importanza per la storia del Risorgimento italiano, della monarchia borbonica e dei simboli nazionali italiani, testimonianza diretta di una diversa e possibile traiettoria politica dell’Italia pre-unitaria. L’Atto Sovrano del 25 giugno 1860 si colloca in una fase cruciale della storia del Regno delle Due Sicilie, a poche settimane dallo sbarco dei Mille e dalla caduta dell’assetto politico preunitario. Il documento riflette il tentativo estremo della monarchia borbonica di conciliare autorità dinastica e istanze costituzionali, in un contesto segnato da profonde tensioni interne e internazionali. La scelta di intervenire sui simboli nazionali, sulle istituzioni rappresentative e sulle libertà politiche rende questa minuta una fonte primaria di eccezionale valore per lo studio del Risorgimento italiano. «Desiderando di dare a’ nostri amatissimi sudditi un attestato della nostra Sovrana Clemenza, ci siamo determinati di concedere gli ordini Costituzionali, e rappresentativi nel Regno in armonia co’ principii Italiani e Nazionali in modo da garantire la sicurezza e prosperità in avvenire, e da stringere sempre i legami che ci uniscono a’ popoli, che la Provvidenza ci ha destinati a governare.<BR>A quest’ oggetto siamo venuti nelle seguenti determinazioni:<BR>1. Accordiamo una generale amnistia per tutt’ i reati politici sino a questo giorno.<BR>2. Abbiamo incaricato il Commendatore Antonio Spinelli sulla formazione d’ un nuovo Ministero, il quale compilerà nel più breve termine possibile gli articoli dello Statuto sulla base delle istituzioni rappresentative italiane e nazionali.<BR>3. Sarà stabilito con S. Maestà il Re di Sardegna un accordo per gl’interessi communi delle due Corone in Italia.<BR>4. La Nostra bandiera sarà da ora innanzi fregiata de’ colori nazionali in tre fasce verticali, conservando sempre in mezzo le armi della nostra dinastia.<BR>5. In quanto alla Sicilia, accorderemo analoghe istituzioni rappresentative che possono soddisfare i bisogni dell’Isola ed uno de’ Principi della Nostra Real Casa ne sarà il nostro Vicerè.<BR>Portici 25 giugno 1860. Francesco».