Mostra di trentatre [33] artisti futuristi [in copertina: «Trentatre Futuristi. Pittura - Scultura - Arte decorativa»]
Mostra di trentatre [33] artisti futuristi [in copertina: «Trentatre Futuristi. Pittura - Scultura - Arte decorativa»]
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Detalles
- Año de publicación
- 1929
- Lugar de impresión
- Milano,
- Autor
- Aa. Vv. (Marinetti, Benedetta, Azari, Fillia, Depero, Prampolini, , Dottori, Munari, Bot, Gambini, Cocchia, Diulgheroff, Lepore, M, Arasco, Mazzotti, Oriani, Pepe Diaz, Pozzo, Rosso, Tato, Thayaht, Et Alii)
- Páginas
- pp. [2] 11 [1] e [18] con riproduzioni di opere b/n, [1] carta bianca finale.
- Editores
- Galleria Pesaro (Casa Editrice d’Arte Bestetti e Tuminelli S.A., - Milano-Roma),
- Formato
- in 16°,
- Materia
- FuturismoArte Cataloghi Monografie
- Descripción
- legatura a doppio punto metallico, copertina in brossura bianca con unghiatura minimamente sporgente, stampata in lilla al piatto anteriore,
Descripción
LIBROCatalogo originale.Ottimo esemplare (ruggine alla pinzatura), completo del rarissimo sedicesimo allegato con «Elenco delle opere»Una delle più importanti collettive futuriste del ventennio 1920-1940 si tenne nell’ottobre 1929 alla Galleria Pesaro. L’ampia prefazione di Marinetti qui in edizione originale contiene un violento attacco ai novecentisti, agli ex Soffici e Carrà (e Sironi, irriguardosamente ridimensionato) — famosa la frase «noi interveniamo nelle polemiche di stracittà e strapaese col Primo Dizionario Aereo, al grido di stracielo!» — e la glorificazione dei nuovi pilastri Depero, Prampolini, Dottori, i circumvisionisti napoletani, il gruppo di Torino e i pittori milanesi. Il testo darà luogo a una conferenza il 18 ottobre alla Galleria Pesaro e sarà infine raccolto con rassegna stampa in una plaquette per i tipi della stessa galleria, «Futurismo e novecentismo». -- la selezione espositiva, non adeguatamente studiata a oggi, vede una straordinaria affermazione del giovanissimo Bruno Munari con ben trentasei opere in catalogo, seguito di strettissima misura da Fillia (trentun opere e quattro poster) e Thayaht (trenta opere e tre sculture). Ben rappresentati, con circa dieci opere cadauno, anche Bot, Diulgheroff (che trionfa con oltre trenta poster nella sezione dedicata), Duse, Prampolini e Oriani; di grande interesse le sezioni monografiche su scultura, cartellonistica, maioliche Gatti e ceramiche Mazzotti. -- Le tavole riproducono opere di Bot («Vie di notte»), Cocchia («Il palombaro II»), Diulgheroff («L’uomo razionale»), Dottori («Vele»), Fillia («Gli amanti»), Lepore («Vicolo cieco»), Marasco («Equivalenti geometrici»), Mazzotti («Ceramica policentrica»), Munari («Costruire»), Oriani («Valori pittorici»), Pepe Diaz («Ritratto dinamico di Luca Jacometti»), Pozzo («Grattacieli»), Prampolini («Architettura delle atmosfere spirituali di Benedetta Marinetti»), Rosso («Manichino»), Tato («Prospettive di volo: II tempo»), Thayaht («Dux»). Nuovi archivi del Futurismo, vol. I, 1929/18
Edizione: catalogo originale.