Nineveh and its Remains with an Account of a visit to the Chaldaean Christians of Kurdistan, and the Yezidis, or Deveil Worshippers and an Enquiry into the Manner and arts of the ancient Assyrians
Nineveh and its Remains with an Account of a visit to the Chaldaean Christians of Kurdistan, and the Yezidis, or Deveil Worshippers and an Enquiry into the Manner and arts of the ancient Assyrians
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Detalles
- Año de publicación
- 1849
- Lugar de impresión
- London
- Autor
- Layard, Austen Henry
- Editores
- John Murray
- Materia
- Archeologia, Mesopotamia
- Sobrecubierta
- False
- Copia autógrafa
- False
- Impresión bajo demanda
- False
- Condiciones
- Usado
- Primera edición
- False
Descripción
Due voll. in-8°, pp. XXX, (2), 399, antiporta in litografia, 12 tavv. ft. e una grande carta della Mesopotamia e Kurdistan più volte rip.; XII, 491, antiporta in litografia, 12 tavv. f.t., legature coeve in mezza pelle con angoli, titolo e ricchi fregi in oro ai dorsi. Leggere usure alle cerniere, interno fresco, buono. Austen Henry Layard (Parigi, 5 marzo 1817 - Londra, 5 luglio 1894) è stato un archeologo, diplomatico, politico, scrittore e conoscitore d'arte britannico. Membro dell'alta aristocrazia londinese, è uno dei più famosi archeologi di fine Ottocento con i suoi scavi in Mesopotamia, in particolare nella città di Ninive e Nimrud. E' stato uno dei pionieri dell'assiriologia e la sua figura può essere paragonata a quella di P. E. Botta, con il quale del resto il L. strinse amicizia fin dal 1842. Le sensazionali scoperte archeologiche da lui fatte nella Mesopotamia settentrionale, anche se non furono accompagnate da coscienza critica (ovviamente inesistente al momento del primo riaffiorare della cultura mesopotamica), ebbero comunque il merito di rivelare un'arte che si riteneva perduta per sempre. Rivelò al mondo lo splendore dell'arte e delle antiche civiltà dell'Assiria.