Otricoli. Un lembo dell'Umbria alle porte di Roma
Otricoli. Un lembo dell'Umbria alle porte di Roma
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Detalles
- Año de publicación
- 1978
- Autor
- Pietrangeli, Carlo
- Editores
- Cassa di risparmio di Narni
- Formato
- 29.5 cm
- Materia
- Descripción
- hardcover
- Conservación
- Bueno
- Idiomas
- Italiano
- Encuadernación
- Tapa dura
- Condiciones
- Usado
Descripción
Volume in copertina rigida con sovraccoperta, custodia rigida parimenti illustrata, 383 pagine con ricco apparato iconografico comprendente: 27 tavole a colori, 396 illustrazioni in bianco e nero, 2 carte archeologiche, 1 pianta di Otricoli, 1 pianta della Collegiata di S. Maria Assunta e 1 carta del territorio comunale di Otricoli. Sommario consultabile nelle nostre immagini. Lieve scoloritura a margine di un lato del cofanetto, peraltro copia in eccellenti condizioni di un volume non comune, di grande importanza per la storia e l'archeologia del territorio -- Ocriculum, centro umbro sul colle dove sorge l'attuale Otricoli, come dimostra anche il nome equivalente ad "acropoli", scende nel periodo romano nella valle del Tevere, dove esistono notevoli ruderi di edifici pubblici, conosciuti fin dal Rinascimento. Qui gli scavi pontifici della fine del '700 hanno riportato in luce una ricca messe di opere d'arte e di iscrizioni (tra cui il celebre Giove e i mosaici delle Terme), che oggi è custodita in gran parte nei Musei Vaticani. Nonostante la esistenza di monumenti facilmente identificabili, la topografia della città presenta ancora molte incertezze a causa della mancanza di scavi sistematici, tuttavia il complesso dei resti superstiti e visibili è imponente. Essi appartengono quasi tutti alla stessa epoca, presumibilmente all'età augustea: si tratta di un teatro e di un anfiteatro, notevolmente ben conservati, e di una imponente costruzione ad arcate che sosteneva uno dei monumenti più importanti della città, forse il Capitolium. Al secondo secolo appartengono invece le Terme, ricche un tempo di mosaici figurati, costruite su una spianata artificiale resa possibile dall'inserimento del rio di S. Vittore in un cunicolo sotterraneo. Sede di diocesi fino al VII secolo (successivamente farà parte della diocesi di Narni) torna in quel periodo sul colle originario ove viene costruita una chiesa, importante esempio di architettura preromanica e cuore di un piccolo, pittoresco centro urbano, passato quasi indenne attraverso i secoli. La storia di esso, finora quasi ignorata, è ricostruita sui documenti di archivio, superstiti soprattutto a Roma; essa è legata alla sua condizione di castrum speciale, determinata dalla sua importante posizione strategica che le conferiva il diritto ad alcuni privilegi i quali la rendevano simile, nonostante il modesto numero di abitanti, alle città dello Stato Pontificio. Stazione postale sulla via Flaminia fin da epoca classica, partecipò attivamente alla vita della strada e per essa passarono e sostarono spesso Papi e Sovrani ma anche talvolta eserciti in transito che le recarono danni. Situata tra Umbria e Sabina, pur essendo politicamente legata all'Umbria, confinava con il Lazio, e in particolare con il territorio di Magliano, antico feudo del Popolo Romano, e con il Tevere sul quale aveva un piccolo porto commerciale.