Periodo ipotetico. Mensile di intervento / letteratura / informazione (dal numero 4-5 solo “letteratura / informazione”)
Periodo ipotetico. Mensile di intervento / letteratura / informazione (dal numero 4-5 solo “letteratura / informazione”)
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Detalles
- Año de publicación
- 1970-1977
- Lugar de impresión
- Roma,
- Autor
- [Periodo Ipotetico] (Direttore Elio Pagliarani)
- Páginas
- numero di pagine variabile.
- Editores
- Ennesse Editrice (poi: Marsilio, poi: Cooperativa Scrittori),
- Formato
- 22,5 x 12 cm,
- Edición
- Edizione originale.
- Materia
- Poesia Italiana del '900Narrativa Italiana del '900Poesia, visivaContestazione, 1968 e 1977Politica
- Descripción
- brossura rossa e bianca (poi bianca) con titoli rossi e neri al piatto,
- Primera edición
- True
Descripción
PERIODICOEdizione originale.Tutto il pubblicato dal numero 1 1970 al numero 10-11 del gennaio 1977 mancante del solo numero doppio 8-9 in 6 fascicoli. Esemplari in stato più che buono/ottimo (normali segni del tempo alle brossure, in qualche caso fiorite).Rivista fondata nel 1970 da Elio Pagliarani come “mensile di intervento / letteratura / informazione”. Attiva per sette anni, la pubblicazione ebbe cadenza mensile in verità soltanto fino al numero doppio 2-3 del novembre 1970, assumendo poi una periodicità irregolare con i numeri 4-5, 6, 7 e 8-9 usciti a circa un anno di distanza l’uno dall’altro e l’ultimo fascicolo 10-11 del gennaio 1977 comparso dopo una sospensione di quasi due anni. E non lineare fu anche la storia editoriale di «Periodo ipotetico», pubblicata inizialmente dalla casa editrice Ennesse, poi da Marsilio e infine dalla Cooperativa Scrittori di Luigi Malerba e dello stesso Pagliarani. Suddivisa in 3 sezioni - “Giornale”, “Libro” e “Catalogo” -, la rivista cercò di proporre un nuovo equilibrio tra l’attenzione per i movimenti politici e la cura per opere letterarie e artistiche non necessariamente impegnate o connotate ideologicamente. Non a caso, il secondo contributo del primo numero di «Periodo ipotetico» era il saggio «Letteratura &/O Rivoluzione» di Guido Guglielmi che cercava di definire il senso e il giusto posizionamento dello scrittore politicizzato, stretto tra impegno e inevitabili legami con l’industria culturale e con la sua produzione di merci offerte al consumo.