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Poesie liriche. Seconda impressione. Consacrate all'Altezza Sereniss.ma di Cosmo Medici Gran Duca di Toscana

Libros antiguos y modernos
Pisani Baldassarre
per Nicolò Pezzana, 1676
200,00 €

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Detalles

  • Año de publicación
  • 1676
  • Lugar de impresión
  • Venetia
  • Autor
  • Pisani Baldassarre
  • Editores
  • per Nicolò Pezzana
  • Materia
  • Letteratura italiana, Poesia barocca, Seicentine veneziane
  • Sobrecubierta
  • False
  • Conservación
  • Excelente
  • Idiomas
  • Italiano
  • Copia autógrafa
  • False
  • Impresión bajo demanda
  • False
  • Condiciones
  • Usado
  • Primera edición
  • False

Descripción

In-12° (148x78mm), pp. (28), 430, (6), legatura coeva p. pergamena rigida con titolo calligrafato anticamente al dorso. Frontespizio riquadrato con giglio inciso in xilografia. Errata finale. Lavori di tarlo marginali alle prime cc. e alle ultime, qualche fioritura ed alone. Antica nota di possesso al contropiatto; altra antica nota al titolo. Buon esemplare. Seconda edizione del corpus lirico del Pisani (Napoli, 1650-in data imprecisata del XVIII secolo), letterato ed avvocato che fu uno dei principali marinisti napoletani. 'Il Pisani, napoletano, dottoratosi in Iegge a diciannove anni nel 1669, pubblicò in quell'anno un volume di Poesie liriche , che furono ristampate accresciute a Venezia nel 1676, e ancora accresciute a Napoli nel 1685. I sonetti del Pisani (tra i quali abbondano, come presso gli altri poeti della scuola, quelli di soggetto storico, proseguiti dai lirici settecenteschi sino all'Alfieri) consistono nell'enunciazione ed esposizione di una situazione, che si chiude con un bisticcio o freddura; le canzoni svolgono sentenze morali. Niente, insomma, che non fosse allora usuale. Usuale era anche la virtuosità della verseggiittura, franca, vibrata, risonante, che è ciò che dovè colpire l'ammiratore deIl'Ottocento, evidentemente poco esperto della rirneria del Seicento, nelIe quali quelle sono doti tanto comuni da suscitare piuttosto che ammirazione, sazietà e fastidio. La Poesia - diceva il Pisarii - è un incanto che rapisce l'huomo a sè stesso, un. delirio dell'immaginativa alterata'. Altre cose si possono trarre dal canzoniere del Pisani, cioè ricordi deIla società contemporanea : come il sonetto per N. Rota, armonica belljssima, cioè una delle virtuose che cantavano forse sui teatri di Napoli, e sonetti e odi a Giuseppe VaIletta, in lode dei suoi studi giuridici e in occasione della sua andata a Firenze: a quel Valletta dal quale ebbe principio la restaurazione della cultura in NapoIi e Ia conseguente fine del barocchismo' (Benedetto Croce, Appunti di letteratura secentesca inedita o rara. II. Cesare Rinaldi. III. Baldassare Pisani in La Critica, XXVI, 1928, poi in Nuovi saggi sulla letteratura italiana del Seicento). Croce, cit. Manca alla Vinciana e al Belloni.

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