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Revolverate

Libros antiguos y modernos
Lucini Gian Piero
Edizioni di 'Poesia', 1909
600,00 €
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Detalles

  • Año de publicación
  • 1909
  • Lugar de impresión
  • Milano
  • Autor
  • Lucini Gian Piero
  • Editores
  • Edizioni di 'Poesia'
  • Materia
  • Letteratura italiana del '900, Futurismo, Prime edizioni
  • Descripción
  • *Flexibound
  • Sobrecubierta
  • False
  • Conservación
  • Excelente
  • Idiomas
  • Italiano
  • Copia autógrafa
  • False
  • Impresión bajo demanda
  • False
  • Condiciones
  • Usado
  • Primera edición
  • True

Descripción

In-8° (19x15cm), pp. 360. Brossura editoriale rossa, dorso leggermente scolorito e lievissimi segni ai piatti; internamente ottimo. Edizione originale tirata dalle edizioni di F.T. Marinetti in 1000 esemplari, a pochi mesi dalla fondazione del futurismo. 'Pubblicò, nel 1909, le Revolverate, precedute da una Prefazione futurista di F.T. Marinetti, che, oltre a insistere su questo titolo, semanticamente vicino agli obiettivi della sua battaglia (il Lucini avrebbe preferito intitolarle Canzoni amare), volle annettere il L. al suo gruppo, pur riconoscendone le profonde diversità ('il Futurismo, che ama i riverberi delle fornaci, lo reclama. Le nostre affinità sono grandissime. S'egli le nega ha torto: noi abbiamo ragione'). Le Revolverate, di fatto, non rinunciavano all'aggancio con la tradizione, che era quella indicata nell'Ora topica di Carlo Dossi, con particolare riferimento ai motivi pariniani e portiani più sarcastici e demistificanti, ma ne accentuavano la carica sferzante e aggressiva, riprendendo spunti già introdotti in opere precedenti per applicarli a un costume sociale fustigato nelle sue presunzioni boriose e crudeli. Feroce era il procedimento di contraffazione parodica, sul piano di una satira impietosa, che si accaniva su una sfilata di 'tipi' chiamati a esemplificare, fossero essi vittime o carnefici, il marciume di un'intera società: una sfilata di 'ritratti umani' che diventavano 'maschere' deformi e grottesche. Se la Canzone del giovane eroe demoliva le meschine mitologie dell'imperialismo bellico e coloniale, era evidente - su una stessa linea ferocemente parodica - l'aggancio a Parini nella Canzone del giovane signore, mentre la Canzone della cortigianetta denunciava le ipocrite convenzioni dell'amore mercenario. Secondo E. Sanguineti (il maggior interprete del L. e di fatto il promotore della sua riscoperta), con quest'opera il L., 'il grande alfiere e il praticante principe, da noi, del verso libero', si deve considerare 'il primo dei moderni'; con lui si può 'risentire il gusto, tra l'altro, di che cosa è poesia civile, di che cosa è poesia impegnata, di che cosa è poesia satirica' (in Poesia del Novecento, p. XXXIX). Altri poemetti, rimasti inediti e pubblicati postumi dallo stesso Sanguineti (Revolverate e Nuove Revolverate, Torino 1975), presentano analoghe caratteristiche sul piano tematico e su quello strutturale, con l'utilizzo di un verso libero che rifiuta la facile cantabilità per adottare i toni aspri e sferzanti della satira e della denuncia.' (Giuseppe Zaccaria in D.B.I., 66, 2006). Gambetti / Vezzosi, p. 468. Spaducci, p. 165.

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