Rivista di Storia economica
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Detalles
- Año de publicación
- 1936-1943
- Lugar de impresión
- Torino,
- Autor
- [Rivista Di Storia Economica, Diiretta Da Luigi Einaudi]
- Páginas
- circa 80 - 100 pagine a fascicolo.
- Volúmenes
- 30 volumi,
- Editores
- Einaudi (Tipografia Fratelli Stianti),
- Formato
- in 8°,
- Materia
- Economia e scienze sociali
- Descripción
- brossura verde con titoli neri al piatto e al dorso; in copertina riquadro a fondo bianco con il celebre “struzzo” einaudiano in grande;
Descripción
PERIODICOCollezione completa.Tutto il pubblicato dal 1936 al 1943: quattro fascicoli per anno, solo due nel 1943. Fascicoli in ottime condizioni conservati in 3 cofanetti protettivi con titoli oro al dorso.La «Rivista di storia economica» fu fondata da Luigi Einaudi nel 1936 per i tipi della casa editrice diretta dal 1933 dal figlio Giulio, attorno alla quale si era raccolto il nucleo degli antifascisti torinesi. Ereditava la lunga tradizione — e in qualche maniera ne perpetrava il magistero — della «Riforma sociale», fondata nel 1894 da Luigi Roux e Francesco Saverio Nitti, diretta da Luigi Einaudi fin dal 1908 e chiusa d’imperio dal regime fascista nell’ambito del primo attacco diretto alla casa editrice, perpetrato con gli arresti del 15 maggio 1935 e con l’ordine di soppressione delle riviste da essa pubblicate (oltre alla «Riforma», «La rassegna musicale» e «La cultura»). Luigi Einaudi, già stimatissimo intellettuale e uomo di Stato, si era dato da fare per tutelare come poteva la libertà del figlio e dei suoi collaboratori, ma rifiutò la proposta del regime di continuare «La Riforma sociale» presso un altro editore. In tutta risposta, fondò invece la «Rivista di storia economica» che avrebbe proseguito “con altri mezzi” il lavoro della rivista soppressa dalla dittatura. -- Uscita con regolare cadenza trimestrale tra il 1936 e il numero doppio del marzo-giugno 1943, la «Rivista» fu un rigoroso luogo di studio dei legami passati e presenti tra storia dell’economia e storia economica: «Rappresenta a tutt’oggi un modello insuperato di collaborazione fra economisti e storici. Accanto ai nomi degli antichi colleghi dell’Einaudi, come Cabiati e Jannaccone, e di economisti più giovani, come A. Breglia, M. De Bernardi, M. Lamberti, compaiono storici dell'economia come Gino Luzzatto, Armando Sapori e Domenico Demarco. Ma la maggior parte degli scritti apparsi sulla rivista sono opera del suo direttore, che intraprese una discussione a distanza con Lucien Febvre e Marc Bloch sul metodo della storia economica, con Earl J. Hamilton sul significato della “rivoluzione dei prezzi” nel XVI secolo, e vi affrontò la rilettura di economisti del passato» (Riccardo Faucci, voce DBI, vol. 42, 1993). -- «Anche ad un primo sommario esame, ne risalta la corposità dei fascicoli, la completezza della composizione di ciascuno, la sensibilità teorica nella scelta dei contributi: molti saggi allora pubblicati rientrano oggi nel bagaglio culturale dello storico e dell’economista (si pensi solo all'articolo di apertura del primo fascicolo del 1936 sulla “Teoria della moneta immaginaria da Carlo Magno alla rivoluzione francese” o a quello, sempre di Einaudi, del 1938 su “Francesco Fuoco rivendicato” che ha fornito la base per l’ampia discussione sui rapporti Fuoco - De Welz in epoca recente); la rubrica bibliografica e la sezione dedicata alle recensioni riflettono una capacità di cernita nel panorama della letteratura internazionale di fronte alla quale non si può che esprimere ammirazione» (D. Parisi Acquaviva in «Rivista internazionale di scienze sociali» n. 93/1, gen-mar 1985, p. 122).Firpo, Bibliografia degli scritti di Luigi Einaudi (Torino 1971), p. 557 (ill.) e ad indicem; Cinquant’anni di un editore (Torino 1983), pp. [19] (ill.) e 691
Edizione: collezione completa.