Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente.
Leggi l'Informativa Cookie Policy completa.

Sei in possesso di una Carta del Docente o di una Carta della Cultura? Scopri come usarli su Maremagnum!

Shakespeare e il suo cinema

Libros antiguos y modernos
Fabrizio Sebastian Caleffi
Book Time, 2022
8,55 € 9,00 €
(Milano, Italia)
Habla con el librero

Formas de Pago

Detalles

  • Año de publicación
  • 2022
  • ISBN
  • 9788862183345
  • Autor
  • Fabrizio Sebastian Caleffi
  • Páginas
  • 64
  • Serial
  • paginedicelluloide (1)
  • Editores
  • Book Time
  • Formato
  • 174×120×9
  • Materia
  • Shakespeare, William, Storia, teoria e critica del cinema, Studi letterari: 1600–1800 ca., Studi letterari: opere teatrali e drammaturghi, Inglese, Shakespeare
  • Conservación
  • Nuevo
  • Idiomas
  • Italiano
  • Encuadernación
  • Tapa blanda
  • Condiciones
  • Nuevo

Descripción

Caleffi ama raccontarsi con le parole «Je so’ pazzo je so’ pazzo/ ho il popolo che mi aspetta/ e scusate vado di fretta/ [.] je so’ pazzo/ ed oggi voglio parlare»: di Shakespeare e del cinema da (di) Shakespeare. Caleffi conosce il tema dalle due prospettive, dall’alto e dal basso. E, come ama fare, gioca col Bardo. È come se fosse seduto con lui a un tavolino sorseggiando un aperitivo. È come se gli proponesse dei format diversi da quelli che, da oltre quattrocento anni, diecimila, centomila volte sono stati proposti: profondi, colti, intelligenti, appropriati. È da questi aggettivi che Caleffi intende scappare. Così, in ogni senso e nonsense, le sue incursioni culturali sono piratesche e insofferenti di ogni regola precostituita. Ma c’è del metodo in questo non-metodo. Qui si viaggia in tutte le direzioni fra testi e contesti, in una sintesi di fiction e docufiction, supposizioni biografiche e biografie romanzate, e la prospettiva storica è tutto tranne che cronologica. Il teatrante Caleffi, da narratore, narra. E si mette in gioco, giocando col suo Shakespeare, da attore ad attore, da commediografo a commediografo, da regista a poeta. Ma l’autore, in quella che chiama ouverture, esce dal gioco e dal sogno, ritrova le dimensioni e, in una sorta di excusatio e di promemoria, evoca due momenti apicali della letteratura e dell’incanto: il monologo di Amleto e quello di Antonio nel Giulio Cesare. Naturalmente non tradisce se stesso, li (ri)traduce.

Logo Maremagnum es