Stefano Della Bella. Satira e umorismo. Caricatura, grottesco e macabro
Stefano Della Bella. Satira e umorismo. Caricatura, grottesco e macabro
Formas de Pago
- PayPal
- Tarjeta de crédito
- Transferencia Bancaria
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Detalles
- Año de publicación
- 1953
- Lugar de impresión
- Firenze
- Autor
- Borroni Fabia
- Editores
- Edizioni Sansoni Antiquariato
- Materia
- Arte, Incisione, Grottesco
- Sobrecubierta
- False
- Copia autógrafa
- False
- Impresión bajo demanda
- False
- Condiciones
- Usado
- Primera edición
- False
Descripción
In-8°, pp. 20, (2), brossura editoriale con titolo in rosso e nero entro bordura rossa. 10 illustrazioni n.t. e f.t. Intonso, in ottimo stato. Raro contributo allo studio dell'arte grottesca e fantastica del Della Bella in tiratura di soli 333 esemplari, di cui 33 fuori commercio (n° 125). Volume secondo della 'Biblioteca degli Eruditi e dei Bibliofili'. Nato a Firenze nel 1610 e ivi morto nel 1664, Stefano Della Bella svolse unicamente attività di incisore, ponendosi tra i maggiori esponenti di tale ambito artistico nell'Italia del XVII secolo. La sua attività incisoria (nei moduli spesso simile a quella di Jacques Callot) fu strettamente legata alla committenza medicea, ed in particolare al mecenatismo di Lorenzo de' Medici, fratello di Cosimo, il quale incoraggiò e sovvenzionò l'intera sua carriera artistica. Fu proprio Lorenzo a caldeggiare il suo soggiorno di studio a Roma tra il 1633 ed il 1639, durante il quale egli potè ammirare e studiare da vicino i luoghi dell'antichità classica, soggetto in seguito di numerose sue incisioni. Nel 1639 partì per Parigi al seguito di una ambasciata medicea presso la corte di Luigi XIII e vi si stabilì, sempre in relazione con la famiglia Medici, fino al 1650. Appartengono a questi anni numerose ed importanti serie del suo lavoro grafico, comprendenti, oltre agli amatissimi paesaggi, ritratti, operazioni militari, fregi e studi di considerevole riuscita tecnica. Ebbe in Francia un successo immediato, dovuto al favore della Regina Anna, di Richelieu e di Mazzarino nonchè al fecondo incontro con i grandi editori parigini Francois Langlois ed Israel Henriet, che curarono l'edizione delle sue stampe.