Vocabolario Piemontese - Italiano e Italiano - Piemontese
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Detalles
- Año de publicación
- 1843
- Lugar de impresión
- Torino
- Autor
- Ponza Michele
- Editores
- Tipografia di Gio. Battista Paravia
- Materia
- Piemonte, Linguistica e lessicografia, Dialetto piemontese
- Sobrecubierta
- False
- Copia autógrafa
- False
- Impresión bajo demanda
- False
- Condiciones
- Usado
- Primera edición
- False
Descripción
In-8°, pp. 140, 64, (6), 14, 72, 34, V, legatura coeva m. pelle nera con titolo, filetti e fregi ornamentali in oro al dorso. Piatti marmorizzati. Tagli a spruzzo. Bell'esemplare. Al fondo del volume è legato un opuscolo dello stesso Ponza in-16° di pp. 44, 2): 'Tavola e correzione d'un migliaio di errori di grammatica e di lingua da sfuggirsi da chi scrive italianamente', Torino, Tipografia Paravia, 1843. Rara edizione (edizione originale della parte italiano-piemontese, in quanto la prima edizione, del 1830-'32, non conteneva che la parte piemontese-italiano) del noto vocabolario della lingua piemontese del Ponza. L'autore, che sostiene la necessità di apprendere anche il dialetto per una corretta conoscenza dell'italiano, dichiara di essersi servito, tra le sue fonti, anche del dizionario piemontese del Brovardi, rimasto manoscritto. Il Ponza (Cavour, 1772-Torino, 1846) di nobile famiglia cavourese, dedicò la sua intera esistenza allo studio della lingua piemontese, pur asserendo fermamente che, in pieno Risorgimento, fosse necessario condividere innanzitutto la stessa lingua per 'fare gli italiani', superando così gli angusti steccati del regionalismo linguistico. Fu favolista dialettale, maestro di grammatica e Prefetto delle Scuole di Porta Nuova a Torino, letterato e filologo. 'Prove d'acuto ingegno, di pronto immaginare, di stile nervoso, vivace, colorato e frizzante ne diede molte in ogni tempo, in versi e in prosa. Ma la sua fama cominciò nel 1828 quando. richiamò col suo Annotatore degli errori di lingua certi imberbi supercritici allo studio della grammatica. L'Annotatore fu per qualche anno un buon giornale, ed ebbe il merito d'essere stato il primo a dar l'esempio in Piemonte di più libere discussioni', scrisse di lui il Cibrario. Clivio, 3138. Prati, Vocabolario delle parlate italiane, 522.