Volgarizzamento poetico della Imitazione di Cristo, per G. G. canonico napolitano, pubblicato la prima volta sopra un codice di mano dell'autore dai preti dell'Oratorio di Napoli.
Volgarizzamento poetico della Imitazione di Cristo, per G. G. canonico napolitano, pubblicato la prima volta sopra un codice di mano dell'autore dai preti dell'Oratorio di Napoli.
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Detalles
- Año de publicación
- 1854
- Lugar de impresión
- Napoli.
- Autor
- Gaglioni Gaetano (Tommaso Da Kempis).
- Editores
- Pei Tipi Arcivescovili.
- Materia
- Imitatio Christi - Legature
Descripción
In-8°, legatura coeva in piena pelle*, pp. 548(4). Il testo dell'Imitatio è tradotto in terza rima, con l'originale latino a piè di pagina; l'opera è dedicata al Cardinale Sisto Riario Sforza, Arcivescovo di Napoli. Aprono il volume la dedicatoria ed un bel Prologo, opera del P. Alfonso Capecelatro. *Bella legatura in pieno marocchino scarlatto, con titoli e riquadri in oro al dorso a cinque nervetti, cornici a filetto in oro ai piatti, e dentelles in oro ai contropiatti; tagli dorati a specchio. In un num. della Civiltà Cattolica di quell'anno si legge: Gaetano Gaglioni fiorì nel secolo scorso, e quantunque lo studio di Dante fosse allora dimentico quasi per tutto, cotesto chiaro letterato formossene il suo amore e la sua delizia per guisa, che l'altissimo poema gli si trasfuse in succo e sangue. E siccome il libro dell'Imitazione ribocca de' più teneri e sublimi concetti dellanima cristiana, così il Gaglioni tentò di porre sulle corde della sua lira i celesti precetti di Beatrice, e d'affissar la pupilla in Dio, cantando anch'egli in rima 'la gloria di colui che tutto move'. (.) 'Ora, dice il P. Capecelatro (nel Prologo al poema), de' volgarizzamenti poetici italiani della Imitazione a me fu dato trovarne uno soltanto, che traduce ciascun capo dell'aureo libro in una canzone scritta qanto al metro al modo del Petrarca, ne fu autore Michelangelo Golzio Piemontese, che la scrisse verso la metà del secolo XVII'. Noi dunque annunziamo all'Italia questa novella traduzione del Gaglioni, che ci par degna d'esser gustata dagli uomini pii, sì pel buon gusto ond'è scritta, e s per una certa sua cotale schietta semplicità onde procede, e rende gli amabili sentimenti dell'antico autore che sono sì pieni di santo affetto, di dolce mestizia, di lieta speranza, di robusta virtù e di sublime contemplazione [La Civiltà Cattolica, Anno Quinto, Seconda Serie, Volume Settimo; Roma, 1854]. Scritta d'appartenenza coeva al margine inferiore del frontespizio. Ottimo esemplare, in bella legatura coeva, di questa versione poetica del capolavoro di ascetica cristiana. Raro: nessun esemplare reperito in commercio.