Accordi, disaccordi e rottura nel carteggio tra Benedetto Croce e Giovanni Gentile dal 1915 al 1924
Accordi, disaccordi e rottura nel carteggio tra Benedetto Croce e Giovanni Gentile dal 1915 al 1924 | Libros antiguos y modernos | Fabio Fernando Rizi
Accordi, disaccordi e rottura nel carteggio tra Benedetto Croce e Giovanni Gentile dal 1915 al 1924
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Detalles
- Año de publicación
- 2026
- ISBN
- 9791254963296
- Autor
- Fabio Fernando Rizi
- Páginas
- 114
- Serial
- Strumenti di letteratura italiana (131)
- Editores
- Cesati
- Formato
- 229×159×8
- Materia
- Croce, Benedetto, Gentile, Giovanni, Studi letterari: 1900–2000 ca., Diari, lettere e taccuini, Biografie: scrittori, Ideologie e movimenti politici di estrema destra, Italiano, 1910–1919, 1920–1929, 1918–1943 (Italia: Primo Dopoguerra e Fascismo)
- Conservación
- Nuevo
- Idiomas
- Italiano
- Encuadernación
- Tapa blanda
- Condiciones
- Nuevo
Descripción
Il volume esamina i rapporti politici e culturali tra Benedetto Croce e Giovanni Gentile dal 1915 al 1924, cercando di chiarire le ragioni che portarono alla fine della loro amicizia e della loro collaborazione, che fu prima filosofica e poi politica. L’autore mette in luce la diversa posizione assunta da Croce e da Gentile nel 1915 di fronte alla neutralità italiana e alla dichiarazione di guerra, ricordando anche le occasioni in cui Croce e Gentile furono in accordo, come quando rifiutarono l’idea di nazione basata su elementi naturalistici e razziali, e difesero il concetto di nazione come creazione storica; o nel condannare l’antipatriottismo dei socialisti massimalisti, incapaci di accettare il concetto di patria; o nel difendere la Riforma della scuola, fatta da Gentile come ministro della Pubblica istruzione nel 1923. Nell’ultima parte del libro si cerca di spiegare la rottura dell’amicizia tra Croce e Gentile avvenuta nel 1924, quando dopo il delitto Matteotti Croce passò decisamente all’opposizione e assunse la difesa degli ideali liberali del Risorgimento, mentre Gentile fece professione di radicalismo fascista e legò il suo destino alla fortuna e alla politica di Mussolini.