Colloqui con il professor Y [Entretiens averc le Professeur Y]. Traduzione di Gianni Celati e Lino Gabellone
Colloqui con il professor Y [Entretiens averc le Professeur Y]. Traduzione di Gianni Celati e Lino Gabellone | Libros antiguos y modernos | Céline, Louis-Ferdinand
Colloqui con il professor Y [Entretiens averc le Professeur Y]. Traduzione di Gianni Celati e Lino Gabellone
Colloqui con il professor Y [Entretiens averc le Professeur Y]. Traduzione di Gianni Celati e Lino Gabellone | Libros antiguos y modernos | Céline, Louis-Ferdinand
con una compra mínima de 100,00€
Formas de Pago
- PayPal
- Tarjeta de crédito
- Transferencia Bancaria
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Detalles
- Año de publicación
- 1971
- Lugar de impresión
- Torino,
- Autor
- Céline, Louis-Ferdinand
- Páginas
- pp. 110 [6].
- Serial
- collana «Einaudi letteratura», n. 15,
- Editores
- Einaudi,
- Formato
- in 8°,
- Edición
- Prima edizione italiana.
- Materia
- Narrativa Straniera del '900
- Descripción
- brossura con un ritratto fotografico dell’autore,
- Primera edición
- True
Descripción
LIBROPrima edizione italiana.Ottimo esemplare. Brossura lievemente brunita, per il resto priva di particolari difetti da segnalare; fresco alle carte, tagli puliti. Contiene ritaglio del «Venerdì» di «Repubblica» del 10/7/2020 «Nell’intervista con Y Céline non fa sconti. A nessuno». Si può amare Céline? Si può accettare di partecipare con ammirazione ai suoi giochi con la lingua e sulla lingua e di seguirlo nei labirinti della sua mente dimenticando il feroce e infantile antisemitismo, le prese di posizioni politiche filonaziste, l’infettante spirito distruttivo dello scrittore francese? Si può, probabilmente, a patto di non chiedere all’autore di «Viaggio al termine della notte» di essere maestro o penitente, o entrambe le cose. Céline è il suo delirio e il suo dolore, la sua paranoia e il suo bisogno di travolgere ogni forma pacificata, parla per sé con il suo linguaggio distrutto e ricostruito con regole nuove e per chi lo legge, certo, senza tuttavia pretese esemplari e senza cercare discepoli. Provando al massimo, come in questi «Colloqui», a difendere e a promuovere la propria opera e le proprie ragioni attraverso un’intervista fittizia. Per ritrovarsi infine, di nuovo, dalla parte di chi è condannato a replicare all’infinito la parte sfiancante del distruttore.