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Del paesaggio e altri scritti

Del paesaggio e altri scritti | Libros antiguos y modernos | Rilke, Rainer Maria

Libros antiguos y modernos
Rilke, Rainer Maria
Adelphi, 2020
11,00 €
(Foligno, Italia)

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Detalles

  • Año de publicación
  • 2020
  • ISBN
  • 9788845934896
  • Lugar de impresión
  • Milano
  • Autor
  • Rilke, Rainer Maria
  • Páginas
  • 216
  • Editores
  • Adelphi
  • Formato
  • 18 cm
  • Materia
  • Descripción
  • paperback
  • Conservación
  • Bueno
  • Idiomas
  • Italiano
  • Encuadernación
  • Tapa blanda
  • Condiciones
  • Usado

Descripción

"Piccola Biblioteca Adelphi" 753; prima edizione in questa collana - Brossura editoriale con bandelle, 216 pagine; con una nota di Marco Rispoli. Copia in condizioni pari al nuovo, mai letta -- «Dobbiamo diventare bambini, se vogliamo raggiungere il sublime». Queste parole, che Rilke scrisse in un testo sull'arte del paesaggio, si possono leggere come il condensato della sua percezione delle cose, di una sensibilità che con lui nasce e con lui muore. Una sensibilità che si esprime con rara intensità in tutti gli scritti offerti in questo volume - raccolti e tradotti da Giorgio Zampa, che di Rilke è stato uno dei massimi interpreti –, attraverso meditazioni e memorie, confessioni e impressioni di viaggio, lettere (come quelle a un giovanissimo Balthus) e visioni oniriche. Una sensibilità che si trasmette al lettore grazie a una prosa tra le più alte del Novecento tedesco, aerea e profonda, lucente e umbratile. Una sensibilità capace di cogliere il riverbero dell'assoluto in ogni oggetto a cui si volge: dall'arte («Proprio dell'artista è amare l'enigma. Ché ogni arte è solo amore riversato sopra enigmi») all'«essenza infantile e portentosa» del poeta, all'erotismo («una cosa affatto incommensurabile che gli uomini non si stancano di aggredire con norme, misure, regolamenti»). E in grado di spingersi «là dove la realtà conosciuta e quella inconoscibile si concentrano in un solo punto, si completano e diventano un unico possesso» - dove l'esteriore e l'interiore formano «uno spazio ininterrotto in cui, arcanamente protetto, resta un solo punto di purissima, profondissima coscienza». 

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