Federico De Leonardis. Manifesto originale
Federico De Leonardis. Manifesto originale | Libros antiguos y modernos | DE LEONARDIS, Federico (La Spezia, 1938)
Federico De Leonardis. Manifesto originale
Federico De Leonardis. Manifesto originale | Libros antiguos y modernos | DE LEONARDIS, Federico (La Spezia, 1938)
Formas de Pago
- PayPal
- Tarjeta de crédito
- Transferencia Bancaria
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Detalles
- Año de publicación
- 1982
- Lugar de impresión
- Ferrara
- Autor
- DE LEONARDIS, Federico (La Spezia, 1938)
- Páginas
- pp. 1
- Editores
- Ferrara, Comune di Ferrara - Palazzo Massari,
- Materia
- art: italian, art: contemporary,
- Descripción
- loose_leaf
- Conservación
- Excelente
- Idiomas
- Italiano
- Encuadernación
- Tapa dura
- Condiciones
- Usado
Descripción
Manifesto originale in bianco e nero della mostra di Federico De Leonardis, Gallerie Civiche d'Arte Moderna, Palazzo Massari, Ferrara 12 settembre - 17 ottobre 1982 . Cm 70x48. pp. 1. . Ottimo (Fine). . . . Dopo la laurea in ingegneria a Roma e architettura a Firenze, Federico De Leonardis si è trasferito a Milano dove ha lavorato come urbanista alla Tekne fino al 1973, quando ha abbandonato la professione per dedicarsi completamente all'arte. La sua prima mostra personale si tiene nel 1978 presso l'ex Chiesa di S. Carpoforo a Milano. In seguito saranno numerose le sue mostre personali e collettive sia in Italia che all'estero.Le opere di De Leonardis sono installazioni di materiali spesso recuperati in luoghi diversi: installazioni industriali abbandonate, spiaggie, etc. A proposito del suo lavoro, Pierre Restany ebbe a scrivere: "Le diverse presenze oggettuali ci sembrano familiari, già viste altrove, in altri tempi e in altri luoghi, magari in un'altra vita. De Leonardis ha sempre adoperato il linguaggio referenziale della memoria. Non è a caso che lo scultore abbia spesso recuperato degli spazi e delle strutture dell'archeologia industriale (fabbriche abbandonate, vecchi cantieri). Con pochi elementi l'artista crea l'ultima intensità dell'emozione: less is more" [Pierre Restany, Spazio Industriale per uno studio d'artista in “Domus”, n° 677, 16 novembre 1986]