Il ministro e le sue mogli. Francesco Crispi tra magistrati, domande della stampa, impunità
Il ministro e le sue mogli. Francesco Crispi tra magistrati, domande della stampa, impunità | Libros antiguos y modernos | Enzo Ciconte, Nicola Ciconte
Il ministro e le sue mogli. Francesco Crispi tra magistrati, domande della stampa, impunità
Il ministro e le sue mogli. Francesco Crispi tra magistrati, domande della stampa, impunità | Libros antiguos y modernos | Enzo Ciconte, Nicola Ciconte
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Detalles
- Año de publicación
- 2009
- ISBN
- 9788849825923
- Autor
- Enzo Ciconte, Nicola Ciconte
- Páginas
- 140
- Serial
- Storie gold
- Editores
- Rubbettino
- Formato
- 235×152×27
- Materia
- Crispi, Francesco, Italia-Storia, Storia d’Europa, Leader politici e leadership, Biografie: personaggi storici, politici e militari, Italia, XVIII secolo, 1700–1799, XIX secolo, 1800–1899
- Conservación
- Nuevo
- Idiomas
- Italiano
- Encuadernación
- Tapa dura
- Condiciones
- Nuevo
Descripción
Francesco Crispi sposa Rosalie Montmasson a Malta nel 1854. Lei lo sostiene, è intraprendente, decisa, coraggiosa, unica donna fra i Mille di Garibaldi. I due vivono insieme per oltre venticinque anni. L'unità d'Italia cambia la loro vita, Francesco diventa deputato e con Rosalie al seguito si sposta nelle diverse capitali del Regno: Torino, Firenze, Roma. Il tempo passa e lei sfiorisce. Il rapporto tra i due si fa burrascoso. Lui è sempre più distante e sostiene che le loro nozze non hanno mai avuto validità. Nel 1878 si unisce a Lina Barbagallo con un matrimonio celebrato in casa perché nessuno sapesse niente. Nonostante gli sforzi, però, la notizia trapela e la stampa lo accusa di bigamia ponendogli alcune domande sulla sua moralità e sull'uso pubblico del suo potere. Ben sei domande dalle colonne de "Il Piccolo", il quotidiano più accanito. I giornali rivendicano il diritto di intervenire sulla questione sottolineandone la valenza pubblica. Crispi replica che sono fatti privati e a quelle sei domande non risponde. Perde però la fiducia del re ed è costretto a dimettersi da ministro. La magistratura apre un'inchiesta che si conclude con un giudizio a suo favore. Un "processo breve", anzi brevissimo. Crispi è ancora forte, nonostante le dimissioni, e la magistratura, piegata alle esigenze politiche, è sensibile al potere dominante.