Il numero 31328. Il libro della schiavit˘
Il numero 31328. Il libro della schiavit˘ | Libros antiguos y modernos | Venezis Ilias,Antonia Arslan
Il numero 31328. Il libro della schiavit˘
Il numero 31328. Il libro della schiavit˘ | Libros antiguos y modernos | Venezis Ilias,Antonia Arslan
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Detalles
- Editores
- Edizioni Settecolori (19 maggio 2022)
- Curador
- Venezis Ilias,Antonia Arslan
- Materia
- Turchia Turkey Turquie
- Descripción
- S
- Sobrecubierta
- False
- Conservación
- Como nuevo
- Encuadernación
- Tapa blanda
- Copia autógrafa
- False
- Primera edición
- False
Descripción
8vo, br. ed. pp.299. Anatolia, ottobre 1922. Con il tragico incendio di Smirne e la ritirata dell'esercito greco dal fronte lungo il fiume Sangario, dopo il velleitario sogno di marciare su Ankara, la popolazione greca dell'Asia Minore Ë lasciata in balia dell'esercito kemalista e di feroci truppe di irregolari. Nella citt‡ di AivalÏ, di fronte all'isola di Lesbo, il giovane Ilias Mellos Ë nascosto in casa dai suoi. I turchi rastrellano tutti i maschi dai 18 ai 45 anni. Presto anche Ilias sar‡ catturato e inviato attraverso marce forzate a piedi nudi verso gli AmelË Tabur˘, i battaglioni di lavoro all'interno dell'Anatolia. Una cronaca cruda, immediata, priva di giudizi morali o sbavature retoriche, dell'abisso della violenza, della progressiva catabasi di uomini e donne nella disumanit‡ della schiavit˘. Pubblicato nella sua prima versione nel 1931 divenne un caso letterario nella Grecia ancora scossa da una tragedia che aveva visto riversarsi sulle isole e sulla terraferma pi˘ di un milione di profughi e morire centinaia di migliaia di greci anatolici nel corso di sistematiche violenze e rappresaglie. Scompariva definitivamente la millenaria presenza ellenica in Asia Minore, mentre la vita nei battaglioni di lavoro preannunciava l'inferno concentrazionario della Seconda guerra mondiale. Una dolente e corale testimonianza, un denuncia serrata degli orrori della guerra e dell'odio ´questa potenza talmente deificata, ma che si rivela cosÏ sterileª, tradotta per la prima volta in italiano in occasione del centenario di quella ´Catastrofe dell'Asia Minoreª che ha segnato la storia e la cultura greca.