Il Perticari confutato da Dante. Cenni di Niccolò Tommaseo
Il Perticari confutato da Dante. Cenni di Niccolò Tommaseo | Libros antiguos y modernos | Tommaseo Niccolò
Il Perticari confutato da Dante. Cenni di Niccolò Tommaseo
Il Perticari confutato da Dante. Cenni di Niccolò Tommaseo | Libros antiguos y modernos | Tommaseo Niccolò
Formas de Pago
- PayPal
- Tarjeta de crédito
- Transferencia Bancaria
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Detalles
- Año de publicación
- 1825
- Lugar de impresión
- Milano
- Autor
- Tommaseo Niccolò
- Editores
- Coi tipi de' fratelli Sonzogno
- Materia
- Letteratura italiana, Critica letteraria e linguistica
- Descripción
- *Flexibound
- Sobrecubierta
- False
- Conservación
- Bueno
- Idiomas
- Inlgés
- Copia autógrafa
- False
- Impresión bajo demanda
- False
- Condiciones
- Usado
- Primera edición
- True
Descripción
In-12° (17x11 cm), brossura editoriale in carta rosa con al piatto anteriore titoli e fregio tipografico. Pp 68. Difetti alla brossura (piatto anteriore rifilato agli angoli esterni, lieve gora alla testa che pervade anche contropiatti e fogli di guardia), interno fresco e in barbe. Più che buon esemplare. Edizione originale di questo testo giovanile del grande linguista dalmata (allora appena ventitreenne) primo lavoro impegnativo impresso singolarmente e non precedentemente apparso in raccolte e periodici. Il testo del Tommaseo è interessante per le controversie sulla lingua italiana, e prelude al grande impegno che verrà poi profuso in età matura nel celebre Dizionario della lingua italiana. Qui, in polemica col Perticari, egli si oppone alla contrapposizione tra la 'lingua plebea' e la più colta 'lingua illustre', col privilegio di quest'ultima da parte del Perticari; e sostiene che 'il più fecondo tesoro di tutte le lingue è nelle voci e nè modi attenenti a' privati usi del vivere, e al ministerio delle artii; tesoro tutto riposto nella favella del vulgo'. Ritenendo che 'il fiore dell'Italiano è il Toscano', invita infine a studiare i dialetti toscani, 'perchè nella lingua parlata l'eleganze son vive'. Cfr. Tecchio e Poletti: p. 24.